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SCUOLA/ Gentili (Confindustria): cara Gelmini, ora torniamo al ddl Aprea

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Precari manifestano (Ansa)  Precari manifestano (Ansa)

Credo di immaginarlo: l’allargamento del TFA ad un pubblico molto vasto potrebbe generare un movimento di opinione di fronte al quale i politici sarebbero assai deboli, temo, nel dir di no; anche se Mauro e Lupi respingono con forza questa ipotesi. Riattivare le graduatorie sarebbe un fallimento clamoroso per l’intero sistema.

Nella lettera aperta degli studenti si leggeva tra le righe la denuncia di un «patto» della Gelmini coi sindacati: «una scelta (...) che soddisfa pienamente le richieste dei sindacati e privilegia i diritti acquisiti». È così secondo lei?

Il punto delicato è che la scuola in Italia si regge su di un’alleanza, quella tra il mammut e il dinosauro. Il mammut è la burocrazia, il dinosauro è il corporativismo. Per rompere questa alleanza c’è bisogno di un grande movimento di opinione pubblica che chieda più merito e meno corporativismi e assistenzialismi nei confronti di un lavoro così importante come quello educativo.

Chiudere le abilitazioni non viene certo incontro alle scuole paritarie.

Anche questo è un problema fondamentale. La riduzione dei numeri del TFA e con essi delle abilitazioni penalizzerebbe gravemente le scuole paritarie, dove ci sono giovani bravissimi che non sarebbero messi in condizione di acquisire l’abilitazione.

Ma che cosa si dovrebbe fare in concreto per rompere l’alleanza tra mammut e dinosauro?

Riesumare la proposta di legge Aprea. Dovrebbe essere questo l’ultimo tassello del disegno riformatore della Gelmini. Ricordo che quando fu presentata ci fu una lettera allarmata dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil al presidente della Camera Fini. Era una garanzia di qualità, e infatti quella proposta attentava gravemente al potere sindacale nella scuola. Apriamo i concorsi, che da troppo tempo non si fanno, e stabiliamo regole europee per cui le reti di scuole possono assumere direttamente gli insegnanti. Senza questo sistema decentrato che valorizza il principio di sussidiarietà, lo statalismo soffocherà ogni altro tentativo liberale.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
29/07/2011 - Punteggio di servizio (mario lietti)

Gentili propone: abolire i punteggi alle supplenze temporanee. Condivisibile. Ma il ministero muove esattamente nella direzione opposta: i medesimi discutibili meccanismi di scalata delle graduatorie ad esaurimento con un colpo di genio sono stati trasferiti alla selezione per il Tfa; per carità di patria taccio poi delle scadenze, corroborate dall’ineffabile circolare 1065, riguardo alla quale si attende una, comunque tardiva, resipiscenza ministeriale. Quegli stessi meccanismi danno adito addirittura a sacche di illegalità; in un sistema sano ed efficiente, esse non si neutralizzano con la repressione (macchinosa, costosa ed inefficiente), bensì con l’applicazione di incentivi di comportamenti virtuosi e disincentivi di comportamenti opportunistici o illegali. La selezione per la Ssis era, viceversa, meritocratica e calibrata sulla platea cui idealmente si rivolge il sistema abilitante. Di tutto abbiamo bisogno fuorché di piantare l’ennesimo paletto a favore di questa o quella categoria, in ragione del suo contingente potere negoziale: ogni paletto, persino quello conficcato per riparare ad un un’ingiustizia, inevitabilmente produrrà distorsioni, prevedibili e non. Data l’impostazione dell’art 15 (in qualche caso i vantaggi risulteranno incolmabili per un candidato eccezionale ma forte soltanto del suo merito), a maggior ragione, la battaglia per l’abilitazione non è per un ritocco dei decimali, ma per gettare le fondamenta di una riforma vera destinata a durare nel tempo.

 
28/07/2011 - Ci vuole un nuovo reclutamento (mario lietti)

Non si può non rilevare il corto circuito logico nel timore ministeriale, condiviso dall’intervistato, circa la possibilità di una riattivazione delle graduatorie: tale rischio sarebbe sventato dall’introduzione di un nuovo sistema di reclutamento, la cui iniziativa non può che essere ministeriale. Quanti anni ancora dovremo attendere? Per inciso ricordo che, mentre le ssis sono state sospese, Sfp continua ad abilitare. Le quote sono sempre e comunque una forma di protezionismo e per ciò stesso illiberali. Non è la soluzione! Non servono nuove riserve indiane (non fa differenza che siano a beneficio di una certa condizione anagrafica o di un certo titolo accademico o del servizio prestato), bensì fluidi meccanismi meritocratici: pari opportunità per tutti, nessuna garanzia per alcuno. Notevole il rilievo per cui in nessun’altra Pa le graduatorie sono ad esaurimento: mentre il reclutamento scolastico scorre graduatorie - ad esaurimento e, per convenzione, di merito risalenti al ’99 quando non al ’90 - in cui sono confluiti, in fila, TUTTI gli abilitati (ovvero semplici idonei), delle più disparate estrazioni. E di fronte a questo quadro osceno il ministro, reazionario più che conservatore, traccheggia sull’introduzione di un nuovo sistema di reclutamento (l’unica vera soluzione) e si adopera per bloccare il canale abilitante? La politica paventa sviluppi che soltanto la politica può sventare… Una riforma incisiva richiede un progetto e la capacità di concretizzarlo.