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SCUOLA/ Berlinguer: precari e tirocinio, i giovani hanno ragione

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Luigi Berlinguer (Imagoeconomica)  Luigi Berlinguer (Imagoeconomica)

Ci sono paesi in cui già avviene quello che gli studenti propongono, ma per iniziare un’attività di questo tipo in Italia bisogna essere un po’ più cauti. Non sono contrario, ma è una cosa da fare a piccoli passi, perché legato alla nostra realtà nazionale c’è un pericolo molto forte. Anzi, due. Primo, quello del localismo leghista, secondo, quello del clientelismo tipico italiano ma soprattutto dell’Italia meridionale.

La Lega ha sempre detto di volere docenti legati al territorio.

Sì, perché i leghisti sostengono che uno che non sa il dialetto veneto, che loro chiamano impropriamente lingua, non può insegnare in Veneto; ma questa è una bestemmia per la cultura italiana. Anch’io sono perché si insegnino i dialetti del posto, però prima bisogna sapere l’italiano e l’inglese. Diversamente non solo non si sa più chi è Leopardi, ma si finisce per imbarbarire il paese.

Non usa mezzi termini nemmeno per denunciare il clientelismo...

Le scuole in certe zone finirebbero per reclutare soltanto clientes, anche se ci fosse un’unica lista di abilitazione nazionale. L’esperienza accademica insegna che l’abilitazione dev’essere legata all’assegnazione di un posto, deve cioè essere a numero chiuso. In altri termini, non ti abilito, perché c’è un altro più bravo di te: qui la forza della competizione funziona. Ma se non c’è nessuno che viene «sacrificato», io - istituto - chiamo tutti quelli che sono amici. Ripeto, quella della chiamata diretta fondata sull’autonomia non è un’idea sbagliata, ma va attuata con un processo graduale.

In che modo?

In modo sperimentale: si potrebbe iniziare, qualcuno lo ha suggerito, consentendo alle scuole di reclutare l’organico non per intero, ma limitatamente ad alcune funzioni che integrano l’attività educativa. Razionalizzare, insomma, applicando l’organico funzionale. È una strada, ce ne possono essere anche altre.

Ma in questa fase sperimentale gli albi regionali possono avere un ruolo o no?



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COMMENTI
06/07/2011 - Politici molto anziani (Miriam Del Salto)

A quasi 80 anni, l'ex-ministro Berlinguer potrebbe fare una sola cosa per i giovani: godersi la meritata pensione e lasciare il posto di parlamentare europeo a qualcuno con 40-50 anni di meno. Non si faranno mai politiche per i giovani senza giovani in politica. Sono sempre poco credibili coloro che chiedono di sacrificare i precari per i giovani, ma non sono disposti fare loro stessi il piccolo sacrificio di abbandonare l'ennesima poltrona di una lunghissima carriera politico-accademica.

 
05/07/2011 - Tra Titani ci si intende (Franco Labella)

"La Gelmini ha fatto sforzi sovrumani per salvare il salvabile" dice Berlinguer nell'intervista. A Strasburgo evidentemente. Perchè a Roma non ce ne siamo accorti. O per lo meno ricordiamo solo lo sciopero della fame del giovane Ministro e quando si è legata con le catene alla Colonna Traiana. Ma il problema vero è che i comuni mortali (quorum ego) non capiscono i Titani. Deve essere per questo che l'ex-Ministro Berlinguer è ricordato con tanta nostalgia dal mondo della scuola...

 
04/07/2011 - Precari e tirocinio (Dante Pongiluppi)

Tutto il parlare che si fa dei precari non porta da nessuna parte se non si definiscono i numeri. La scuola non può essere usata come un ammortizzatore sociale senza limiti. Si facciano delle proposte serie e si tegna conto della professionalità!