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SCUOLA/ Sacrificare i giovani ai precari? Il modo migliore per affossare la scuola

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Conviene davvero al ministero bloccare le abilitazioni?  Conviene davvero al ministero bloccare le abilitazioni?

No, affatto. È una questione di principi che hanno gradualmente perduto il loro punto di equilibrio. Si pensa troppo al diritto della persona che educa, occorre anche pensare alla complessità e alla delicatezza del problema in chi l’educazione la riceve. Siamo un sistema sbilanciato nei confronti dei diritti di chi aspira a un lavoro e che non tiene sufficientemente presenti i diritti dell’utenza. Gli studenti hanno bisogno di docenti di più generazioni, giovani, medi e più anziani. Questa ricchezza è ciò di cui la scuola ha bisogno. Servirebbe un nuovo bilanciamento, temperato per non cadere negli eccessi opposti.

Non è propriamente liberale la scelta del ministero: il Clds critica come «folle la decisione (...) di salvaguardare unicamente i diritti acquisiti di chi è già all’interno del sistema».

Sono d’accordo. Si guarda al numero di docenti precari da collocare e non ai giovani che avranno quei docenti. Per mia esperienza personale e amministrativa non credo nelle soluzioni facili, perché non ci sono; se ci sono, non sono soluzioni, come mostra bene la lettera degli studenti. Il reclutamento libero per esempio è qualcosa che richiede passi graduali, non può essere un soluzione immediata. È un obiettivo; mi piacerebbe però che fosse un obiettivo di cui si discute, facendo anche le scelte che servono per approssimarlo.

E i precari? Anch’essi hanno dei diritti.

Certamente, e lo dico con grave ansia per la loro condizione. Controbilanciare i diritti acquisiti non significa negarli. Occorre vedere il problema nella sua complessità: si può risolvere il problema dei precari assumendo dalle graduatorie e chiudendo di fatto ai giovani il tirocinio abilitante, ma così facendo perdiamo il grande capitale umano dei giovani. È quello che vogliamo?

(Federico Ferraù)




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COMMENTI
06/07/2011 - Berlinguer sbaglia? (francesco taddei)

Per la Prof.ssa Paola Potestio (Ordinario di Economia Univ. Roma Tre, autrice del libro "L'Università italiana: un irrimediabile declino?"), intervistata su Tempi n.38-2010, "l'abilitazione nazionale dei concorsi non risolve il problema delle pressioni e degli scambi. Occorre ritornare al sistema del vincitore unico" [...] "con i concorsi della riforma Berlinguer si sono date tantissime idoneità che hanno gettato la basi per un mare di chiamate". Ultimi dati ISTAT: nel 2016 gli ultrasessantenni in Italia saranno 30 milioni di persone!