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SCUOLA/ Franzini: i posti per i nuovi prof ci sono, ecco come trovarli

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Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Lo scorso giovedì 30 giugno una lettera aperta al ministro Gelmini, firmata dal CLDS, ha criticato fortemente la scelta del ministero di stabilire, per l’avvio dei nuovi percorsi formativi, numeri di posti vicini allo zero in tutte le regioni e nella maggior parte delle classi di concorso, anche quelle più grandi. Elio Franzini, docente di Estetica nell’Università statale di Milano, attuale prorettore per la programmazione e i servizi alla didattica per la stessa università, è stato membro della Commissione ministeriale che ha stilato il Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti.

Professor Franzini, come giudica allo stato attuale la situazione degli aspiranti insegnanti?

Sono molto preoccupato e trovo più che giustificata la lettera del Clds, sia nei toni che nei contenuti. Malgrado la Commissione di cui ho fatto parte abbia chiuso i suoi lavori in pochi mesi, abbiamo aspettato il decreto un anno e mezzo. Preferisco ora non entrare nel merito di quel decreto, che in sé ha molti difetti. In ogni caso, sembra che dalla sua uscita ogni occasione sia stata buona per ostacolare un’effettiva ripresa del processo.

E quando è stata resa nota l’ipotesi con i numeri previsti?

Vedere l’ipotesi di fabbisogno è stato deludente e scoraggiante. Di fatto è sancita per quasi tutte le classi di concorso l’impossibilità di abilitare nuovi docenti. È bene sottolineare che non si danno «posti» a nessuno; si dà un’abilitazione, un titolo culturale assegnato con un processo altamente selettivo, che mette i nostri giovani nella condizione di andare in aula. Non è un titolo che garantisce un posto di lavoro, ma che dà la possibilità di un posto di lavoro. A maggior ragione la scelta appare incomprensibile.

Che ripercussioni può avere sull’istruzione e sull’università escludere i giovani dai percorsi abilitanti?

Sarebbe un disastro sociale e culturale. Se questi numeri fossero confermati, e non si aprisse il tirocinio formativo attivo per un numero anche contenuto dei nostri giovani, sarebbe un danno per la scuola, che non avrebbe forze nuove, e per l’università, poiché renderebbe molto meno credibili alcuni importanti percorsi formativi. Si fa il tragico errore di non guardare avanti.

La lettera prende in esame i numeri sommari delle graduatorie ad esaurimento. È davvero plausibile che i precari nella scuola siano tanto numerosi (230 mila) ed esauriscano in alcune regioni l’intero fabbisogno di insegnanti?



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COMMENTI
07/07/2011 - Ma chi coopera si pone domande? (Franco Labella)

Ho letto con un crescente sconcerto l'intervista. Non è la prima volta che accade ma resto sempre meravigliato della meraviglia di esperti che cooperano o hanno cooperato col giovane Ministro che scoprono, dopo aver esaurito la loro funzione, contraddizioni anche importanti nella impostazione del problema che hanno contribuito, a parer loro, a risolvere. Ma dico io tutte queste osservazioni sul da farsi il prof. Franzini non le poteva fare quando lavorava nella Commissione ministeriale? E i dubbi addirittura su cifre che si ipotizza siano lievemente "inesatte" (ed uso un eufemismo che chi legge l'intervista può facilmente rimuovere) solo ora tormentano il docente universitario? Magari se si chiedesse perchè non è stato mai realizzato nelle scuole l'organico funzionale qualche dubbio a posteriori in meno ce l'avrebbe... So, però, già la risposta: altro era il tema sottopostoci e non era compito nostro verificare le possibilità effettive che il TFA decollasse, il decisore politico non siamo noi, se non avessi accettato io ci sarebbero altri e sarebbe andata peggio...ecc. Insomma noi costruiamo un meraviglioso aereo, che poi voli non è compito nostro stabilirlo.. Un'altra docente (la prof.ssa Mantovani) ha scritto di reclutamento da basare sul modello aziendale e sul fatto che il punteggio sarebbe (sic) una roba sindacale... Boh. I poeti (e i prof. universitari aggiungo io) che strane creature cantava De Gregori qualche anno fa e tralascio il seguito...