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SCUOLA/ Franzini: i posti per i nuovi prof ci sono, ecco come trovarli

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Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Guardi, ho dei dubbi notevoli sulla determinazione di quel fabbisogno e sull’effettiva veridicità di quei numeri. Mi piacerebbe in ogni caso di vedere i numeri meglio specificati, perché a mio parere che i precari riescano a coprire esattamente il fabbisogno ed esattamente in tutte le classi di concorso, sarebbe uno scherzo del caso, una portentosa coincidenza da giocare al Superenalotto. È tutto così perfetto che viene difficile credere a tanta perfezione...

Si spieghi meglio, professore.

In tutte le classi di abilitazione il numero esatto dei precari coincide con quello del fabbisogno! Le graduatorie una volta erano pluriabilitanti, e fatte di persone che figuravano dunque più volte perché abilitate in più classi di concorso; tali graduatorie contengono anche persone che probabilmente - almeno in parte - ora fanno altro nella vita e non insegnano più. Questi semplici elementi devono giocoforza legittimare un approccio molto più articolato.

Con numeri così esigui, a volte nulli, non c’è il rischio concreto che il nuovo percorso di formazione non parta del tutto?

Certamente in alcune regioni non può partire, ma rischia di non partire anche in alcune classi di concorso di regioni di grandi dimensioni come la Lombardia. Ma non parte perché è tecnicamente impossibile farlo partire. Cosa facciamo, test d’accesso per cinque abilitazioni a fronte di 5mila iscritti? È paradossale. E non è tutto: nessuno ci ha dato né i numeri ufficiali, né i modi ufficiali con cui costituire il TFA, per cui anche da un punto di vista strettamente tecnico, non si saprebbe come procedere.

Vuole dire...?

Che non c’è una circolare applicativa su come fare il TFA. È stata preannunciata nella circolare che accompagnava il decreto riguardante le lauree, dicendo che poi una specifica circolare sarebbe stata emanata in relazione alle modalità di attivazione del TFA. La stiamo aspettando ancora da due mesi.

Per far partire i nuovi percorsi bisognerebbe garantirne un funzionamento ordinario, ossia il numero di posti dovrebbe essere il più possibile costante di anno in anno e non soggetto a scompensi troppo netti di disponibilità da un anno all’altro. Qual è la sua preoccupazione a questo proposito?



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COMMENTI
07/07/2011 - Ma chi coopera si pone domande? (Franco Labella)

Ho letto con un crescente sconcerto l'intervista. Non è la prima volta che accade ma resto sempre meravigliato della meraviglia di esperti che cooperano o hanno cooperato col giovane Ministro che scoprono, dopo aver esaurito la loro funzione, contraddizioni anche importanti nella impostazione del problema che hanno contribuito, a parer loro, a risolvere. Ma dico io tutte queste osservazioni sul da farsi il prof. Franzini non le poteva fare quando lavorava nella Commissione ministeriale? E i dubbi addirittura su cifre che si ipotizza siano lievemente "inesatte" (ed uso un eufemismo che chi legge l'intervista può facilmente rimuovere) solo ora tormentano il docente universitario? Magari se si chiedesse perchè non è stato mai realizzato nelle scuole l'organico funzionale qualche dubbio a posteriori in meno ce l'avrebbe... So, però, già la risposta: altro era il tema sottopostoci e non era compito nostro verificare le possibilità effettive che il TFA decollasse, il decisore politico non siamo noi, se non avessi accettato io ci sarebbero altri e sarebbe andata peggio...ecc. Insomma noi costruiamo un meraviglioso aereo, che poi voli non è compito nostro stabilirlo.. Un'altra docente (la prof.ssa Mantovani) ha scritto di reclutamento da basare sul modello aziendale e sul fatto che il punteggio sarebbe (sic) una roba sindacale... Boh. I poeti (e i prof. universitari aggiungo io) che strane creature cantava De Gregori qualche anno fa e tralascio il seguito...