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SCUOLA/ Franzini: i posti per i nuovi prof ci sono, ecco come trovarli

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Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Direi che forse è il caso di valutare meglio il fabbisogno e di fare una piccola scommessa sul fatto che in un sistema così complesso come quello della scuola, conviene rischiare un po’ di più sui giovani piuttosto che togliere loro qualsiasi possibilità. Abilitando non creiamo nuovi precari, ma diamo ai giovani una possibilità di inserirsi nella scuola, e in ogni caso di continuare la propria formazione in un senso didattico formativo.

Come accade nell’università.

Sì. Noi abbiamo addottorato, come università di Milano, circa 500 persone nel 2011. Di queste mediamente soltanto un 10 per cento prosegue la sua carriera all’interno dell’università. L’altro 90 per cento di dottorati li offriamo al mondo dell’impresa, delle professioni, della cosiddetta società civile. Non capisco perché, sia pure in misura più ridotta, lo stesso non possa essere fatto per le abilitazioni.

Cosa direbbe al ministro?

Che favorire le speranze dei giovani, oltre che vitale per il paese, è anche politicamente intelligente.




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COMMENTI
07/07/2011 - Ma chi coopera si pone domande? (Franco Labella)

Ho letto con un crescente sconcerto l'intervista. Non è la prima volta che accade ma resto sempre meravigliato della meraviglia di esperti che cooperano o hanno cooperato col giovane Ministro che scoprono, dopo aver esaurito la loro funzione, contraddizioni anche importanti nella impostazione del problema che hanno contribuito, a parer loro, a risolvere. Ma dico io tutte queste osservazioni sul da farsi il prof. Franzini non le poteva fare quando lavorava nella Commissione ministeriale? E i dubbi addirittura su cifre che si ipotizza siano lievemente "inesatte" (ed uso un eufemismo che chi legge l'intervista può facilmente rimuovere) solo ora tormentano il docente universitario? Magari se si chiedesse perchè non è stato mai realizzato nelle scuole l'organico funzionale qualche dubbio a posteriori in meno ce l'avrebbe... So, però, già la risposta: altro era il tema sottopostoci e non era compito nostro verificare le possibilità effettive che il TFA decollasse, il decisore politico non siamo noi, se non avessi accettato io ci sarebbero altri e sarebbe andata peggio...ecc. Insomma noi costruiamo un meraviglioso aereo, che poi voli non è compito nostro stabilirlo.. Un'altra docente (la prof.ssa Mantovani) ha scritto di reclutamento da basare sul modello aziendale e sul fatto che il punteggio sarebbe (sic) una roba sindacale... Boh. I poeti (e i prof. universitari aggiungo io) che strane creature cantava De Gregori qualche anno fa e tralascio il seguito...