BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Quello strano "diritto di licenziare" di Tremonti e della Bce

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

I ministri Tremonti e Gelmini (Ansa)  I ministri Tremonti e Gelmini (Ansa)

Tra le diverse e confuse proposte che il ministro Tremonti ha esaminato o ha dovuto esaminare per affrontare la grave crisi in cui versa il Paese ce ne sono alcune che potrebbero riguardare anche il mondo della scuola. Una è il congelamento degli stipendi di chi lavora dentro la scuola, e su questo c’è poco da dire, se non che piove sul bagnato, l’altra riguarda quel nuovo diritto di cui si sta parlando in questi giorni sull’onda di presunte affermazioni della Bce: il diritto a licenziare.

Come ben si sa il mondo della scuola è forse quello in cui è diventata norma l’illicenziabilità, si parla al massimo di inidoneità all’insegnamento e questo porta a utilizzare il personale considerato inidoneo in altre mansioni, che si introduca il diritto a licenziare per una contingenza economica, questo sarebbe l’ennesimo insulto alla professionalità docente.

Non esiste il diritto a licenziare, è un sofisma inventato dalla Bce o da Tremonti, nessuno ha diritto a licenziare un lavoratore, né uno stato né un privato, la questione è del tutto ribaltata, ogni famiglia come ogni studente ha diritto ad avere il miglior professore possibile.
E’ questo diritto che è stato calpestato, mai tenuto in considerazione realmente in forza di un’ideologia che ha attraversato e condizionato la storia della scuola nell’età repubblicana, e che ha portato ad assumere l’idea che un insegnante vale l’altro, naturalmente nella scuola di stato.

In forza di questa concezione ugualitaria si è permesso di tutto, si è tollerato che studenti avessero insegnanti incapaci di insegnare o senza passione, si è permesso che studenti venissero trattati come numeri, si è lasciato fare a chi ha usato la cattedra prima come luogo di indottrinamento ideologico poi come occasione per insegnare il cinismo. Tanto un insegnante vale l’altro, per cui uno studente o una famiglia non ha il diritto ad avere il miglior insegnante possibile, ma si deve tenere quello che il caso gli ha attribuito.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
12/08/2011 - Diritto di licenziare... (Giuseppe Crippa)

Professor Mereghetti, capisco che l'espressione “diritto di licenziare” susciti la sua indignazione (e non piace neppure a me) ma pare davvero che siamo di fronte ad una situazione di emergenza per i conti del Suo datore di lavoro (lo Stato). Quando il mio datore di lavoro (una multinazionale) lo ha deciso – ed i conti non erano neppure da situazione di emergenza – ha licenziato 200 persone. Ha offerto una “buonuscita” e lo Stato ha fatto la sua parte con la cassa integrazione e l'indennità di mobilità. Molti miei colleghi e le loro famiglie hanno sofferto, ma a distanza di tempo vedo che la maggior parte di essi si è “ritrovato” (e in qualche caso “reinventato”) un lavoro anche se nella maggior parte dei casi, lo ammetto con amarezza, più precario. Prima di discutere di modalità di reclutamento risponda per favore a questa semplice domanda: Perché noi (privati) sì e voi (statali) no?