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SCUOLA/ Quell'ambiguità da risolvere nel “patto tra generazioni”

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Quanto ai diritti dei giovani che il ministro rimanda a questi fantomatici patti tra generazioni dovrebbe cominciare a fare ciò che le compete. Ogni giovane che si laurea oggi e che vorrebbe intraprendere la strada dell’insegnamento dovrebbe avere il diritto ad abilitarsi. Certo non meccanicamente! Ma attraverso procedure di abilitazione serie e di qualità. Il diritto ad abilitarsi deve essere concesso a tutti, è lo Stato che riconosce che un giovane può insegnare, ne ha le capacità.
Ebbene il ministro Gelmini ha sbarrato la strada ai giovani riducendo la possibilità di abilitarsi per un numero limitato di loro. Lo ha fatto perché dice di non voler creare ulteriore precariato, ma è un ragionamento senza senso, perché il diritto ad essere abilitato non significa diritto ad avere un posto di lavoro. Significa solo diritto ad essere riconosciuto capace di insegnare! C’è quindi da augurarsi che prima di strani patti tra generazioni il ministro Gelmini faccia quanto le compete, ovvero ampli ancor di più i posti per potersi abilitare all’insegnamento, perché è un diritto dei giovani che vogliono insegnare poter accedere alle condizioni minime per farlo!        



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