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SCUOLA/ Le nuove materie? Esistevano già, ma andavano eliminate...

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Però da due anni abbiamo deciso di non attivare l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione. Però il recente “Accordo di integrazione fra lo straniero e lo Stato”, approvato a luglio dal Consiglio dei Ministri, prevede, per i cittadini stranieri che chiedono di soggiornare in Italia per più di un anno, lo studio (con verifiche finali) della Costituzione e l’acquisizione di conoscenze di base relative al lavoro e agli obblighi fiscali. Agli stranieri sì e ai cittadini italiani no perché “i ragazzi non riusciranno a tollerare una serie di aspetti disciplinari così organizzati”?

Cosa pensa a riguardo il prof. Bertagna? Non rivolgo la stessa domanda al giovane ministro Gelmini. Perché è impegnata nelle riforme epocali. Perché mentre elimina lo studio dell’Economia introduce progetti sperimentali indovinate di cosa? Di Educazione finanziaria. Promossa da un Consorzio di banche. Andate in Rete e troverete conferma. Ahimè, non è una barzelletta, purtroppo.



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COMMENTI
30/08/2011 - DIRITTO ED ECONOMIA (SANDRA BIGLIANI)

Nuove materie? Discipline trasversali? Perchè i nostri politici, e persino il Prof. Bertagna, che di scuola se ne intende, ci avviliscono con proposte inconcludenti e demagogiche. Dopo aver insegnato per 20 anni materie come le mie (Diritto ed Economia) essenziali per la formazione dei cittadini (nei licei la legge Gelmini le ha abolite con colpevole miopia dai licei) la maggior parte dei miei colleghi di Torino, come me, hanno quest'anno accettato forzatamente posti di sostegno ed i miei allievi sono rimasti sconcertati, come molti dei loro genitori.

 
28/08/2011 - Sale sulle ferite dei docenti (Carmelina Metropoli)

"Le materie sono già tante e non ne servono di nuove" ha scritto il prof. Bertagna. E' come dire ad un abitante della provincia di Brescia o di Cosenza che il territorio che lo circonda è già abbastanza vasto, ricco e complesso per desiderare di uscire alla scoperta di nuove terre! Che resti lì e non si muova! Piuttosto, se si potessero dedicare intere ore curriculari all'educazione ambientale o alla tolleranza e aggiungere ore di Diritto ed Economia politica, invece che toglierle, i cittadini ne avrebbero grandi vantaggi.

 
28/08/2011 - Cittadinanza attiva e "nuove" materie (Massimo Macciò)

Difficile trovare esempi più calzanti e definitivi di quelli portati da Franco Labella in in risposta all'articolo di Bertagna: l'unico insegnamento utile che si ricava dal pessimo avvio della riforma scolastica è che nessuno può insegnare ciò che non sa. E pazienza se a parlare di educazioni trasversali, di fumose cittadinanze e ancor più fantomatiche costituzioni è Max Bruschi, il capo della “cabina di regia” ministeriale le cui competenze pedagogiche sono ampiamente dimostrate dal suo testo “Giuseppe Verdi: note e noterelle” e che è passato alla storia scolastica per la sua frase sulla “legalità senza leggi”: ma che simili argomenti vengano rilanciati da un insigne e apprezzato (senza ironia) pedagogista quale Giuseppe Bertagna, francamente stupisce. Dove ha ricavato Bertagna i dati per confermare le sue tesi? Sono consultabili? Consiglio anch'io a Bertagna di scendere per qualche mese nelle scuole secondarie italiane per verificare se davvero i ragazzi non riescono “a tollerare una serie di aspetti disciplinari così organizzati” (sui diritti umani, poi!) o se l'allergia giuridica sistemica su cui ironizza Labella non riguardi sottosegretari, sindaci e altri soggetti pubblici piuttosto che gli studenti.

 
27/08/2011 - La spartizione (enrico maranzana)

“Da due anni abbiamo deciso di non attivare l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione” decisione assunta in conformità a quanto avviene nella prassi scolastica quotidiana che, incurante dei vincoli posti dalla legge, continua a concepire il sistema educativo come se il mondo si fosse fermato all’inizio del novecento, parcellizzato tra insegnamenti che competono tra loro. La discussione proposta è, pertanto, estemporanea in quanto nel 2003 è stato nuovamente sancito che la finalità istituzionale è la promozione delle capacità e delle competenze dei giovani da perseguire ATTRAVERSO conoscenze e abilità. La situazione di stallo in cui versa il servizio scolastico deriva dall’assenza di un’adeguata professionalità dei docenti medi, inadeguatezza che consente la conquista di tutti gli spazi di PROGETTUALITA’ agli accademici [CFR DPR 275/99 art. 1 comma 2] che, per le loro abitudini didattiche, sono insensibili ai problemi formativi e ai problemi educativi. Per essere più espliciti: qui si è parlato di strumenti, le finalità istituzionali sono state dimenticate.