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SCUOLA/ Ricci (Invalsi): vi spiego i dati che possono aiutare l’autonomia

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Nel Centro-Nord, dove il fenomeno è numericamente più rilevante, si evidenziano risultati molto interessanti circa la riduzione della distanza degli esiti della popolazione di origine immigrata di seconda generazione rispetto a quella italiana. È importante comunque osservare che i dati e gli esiti di una rilevazione nazionale sono per loro natura complessi e articolati. È quindi importante che vengano letti con attenzione resistendo alla tentazione di cercare eccessive semplificazioni. Infatti, negli studi sociali ci sono sempre diverse piste interpretative che devono essere integralmente percorse per far emergere tendenze e fenomeni, altrimenti di difficile individuazione.

 

Dall’esame del campione emerge qualche indicazione sul livello di difficoltà delle prove?

 

Comprensibilmente questo è un tema molto sentito da tutti coloro che sono stati coinvolti, a vario titolo, dalle rilevazioni, inclusa la Prova nazionale. Le opinioni sono sovente le più differenti e ciò è assolutamente comprensibile, poiché esse si basano sulle esperienze individuali di ciascuno. Per trovare, invece, una risposta razionale e scientificamente fondata a questa legittima istanza l’Invalsi ha pubblicato un rapporto ad hoc sulle prove e sulle loro caratteristiche misuratorie.

 

Cosa emerge da questo rapporto?

 

Dal rapporto emerge che le prove sono adeguate per misurare i livelli di apprendimento degli allievi delle classi coinvolte nella rilevazione. Non sono né troppo facili, né troppo difficili. Un dato che emerge in modo abbastanza chiaro riguarda principalmente le prove di italiano, nelle quali c’è ancora spazio, date le attuali modalità di somministrazione, per introdurre alcuni quesiti per misurare meglio e in modo più dettagliato i livelli di competenza più elevati. In altre parole, sarà possibile nelle prossime edizioni introdurre, senza naturalmente eccedere, anche alcune domande in grado di descrivere meglio i livelli di eccellenza.

 

C’è qualche evidenza particolare riguardo la Prova nazionale delle superiori?

 

Dal punto di vista del funzionamento delle prove, l’Invalsi è molto soddisfatto, poiché si è riscontrata una perfetta coerenza sia con gli esiti dei pre-test, sia con i risultati delle prove Pisa 2009. Diverso è, invece, il discorso per ciò che riguarda gli esiti degli studenti. Dai dati del campione emerge, geograficamente parlando, un’Italia a tre velocità, con differenze molto preoccupanti tra le regioni del Nord del Paese e quelle meridionali. Tuttavia, non mancano anche esiti positivi.

 

Quali sono?

 

Primo fra tutti la conferma della buona riuscita delle scuole della Puglia che conseguono risultati in linea con quelli nazionali e non con quelli delle regioni del Mezzogiorno, solitamente meno soddisfacenti. Un altro dato molto interessante riguarda la matematica. Infatti, si riscontra che nelle regioni del Nord non vi è sostanziale differenza, statisticamente parlando, tra i risultati dei licei e quelli degli istituti tecnici. Viene così smentita, almeno in parte, l’opinione comunemente diffusa nel Paese che i licei conseguano sempre e comunque risultati migliori degli altri tipi di scuola. Inoltre, il fatto che questo risultato si riscontri proprio sulla matematica è molto importante, poiché essa rappresenta un ambito in cui l’azione della scuola è assolutamente determinante, di più che per la comprensione della lettura e la conoscenza della lingua che, come noto, maggiormente risentono dell’ambiente di provenienza degli studenti.

 

Riguardo al divario tra Nord e Sud, quali possono esserne le cause?



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