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SCUOLA/ Ricci (Invalsi): vi spiego i dati che possono aiutare l’autonomia

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La restituzione dei dati alle singole scuole è un aspetto molto importante e qualificante per il Snv. Ritengo assolutamente normale e fisiologico che il dibattito a questo riguardo sia acceso e ricco di posizioni diverse. Anzi, credo sia fondamentale che vi sia discussione a questo riguardo. Solo così i dati forniti alle scuole possono diventare veramente un motore di miglioramento, naturalmente insieme ad altri. Senza alcun dubbio, l’Invalsi suggerisce e incoraggia l’uso dei dati per approfondire il dibattito all’interno delle scuole per ragionare sugli esiti ottenuti. Già dall’anno passato le scuole hanno a loro disposizione tantissime informazioni che insieme ai quadri di riferimento, alle guide alla lettura dei risultati e alle prove stesse possono favorire il confronto all’interno di ciascuna istituzione scolastica. È indubbio che le prove standardizzate e, conseguentemente, i loro esiti non possano esaurire il vastissimo campo sul quale effettuare riflessioni didattico-metodologiche, ma è altresì vero che essi sono fondamentali per un’analisi comparativa rispetto a quesiti affrontati da tutti gli allievi che frequentano la scuola italiana.

 

Come possono le scuole sfruttare al meglio i dati dell’Invalsi?

 

Mi pare che i dati forniti dall’Invalsi possano rappresentare un’ottima occasione per le scuole per valutare in un’ottica più ampia l’effetto su alcuni apprendimenti di base delle scelte autonomamente assunte. È ormai chiaro che l’autonomia delle scuole non possa fare a meno anche di un confronto con l’esterno, poiché modi diversi di rispondere a esigenze differenti non possono però prescindere dal garantire a tutti determinati livelli di apprendimento, soprattutto quando si parla degli apprendimenti di base che sono una chiave d’accesso fondamentale alla cittadinanza attività. La disponibilità di dati può, infatti, contribuire in modo significativo a tenere sotto controllo quali siano gli effetti delle scelte delle singole scuole sull’equità generale del sistema scolastico. È quindi assolutamente naturale che su temi così importanti e cruciali il dibattito sia acceso e vivace. L’assenza di dibattito, questa sì, sarebbe una pessima notizia.



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