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SCUOLA/ TFA, il ministero insiste a "bocciare" i giovani

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Ecco perché sono già scesi in campo gli onorevoli Maurizio Lupi e Mario Mauro, come anche Ernesto Galli della Loggia e Giorgio Vittadini. Quest’ultimo, in un’intervista al Corriere di domenica 21 ha esplicitamente detto: Il Ministero, legando l’abilitazione alla possibilità di essere assunti, per evitare nuovi precari, impedirà alla gran parte dei giovani non solo di insegnare, ma anche di qualificarsi. (….) Oltre a prevedere numeri di abilitati risibili (…) questa decisione implica la chiusura delle porte dell’istruzione a giovani freschi e motivati, che possono rinnovare la demotivata e sfiduciata scuola italiana. Ciò significa chiudere ai giovani, dopo le porte dell’università, anche quelle dell’istruzione e quindi mostrare di non capire l’importanza dell’investimento in capitale umano e su Avvenire di sabato 27 ha ribadito che l’ultimo provvedimento sulla scuola favorisce i precari ed esclude i giovani ed intona il de profundis della scuola paritaria, che non può assumere. A Vittadini ha fatto subito eco Galli della Loggia, intervistato da questo giornale mercoledì 24, affermando: Se questo Paese continuerà a pensare che sia più importante assumere decine di migliaia di precari piuttosto che mettere fine allo scandalo dell’istruzione in Calabria, dove i licei regalano 100 e lode a tutti, non avrà nessun futuro”.

Più duro è stato il Presidente di Diesse, Fabrizio Foschi, che su Avvenire di domenica 28 ha spiegato le sottili ragioni di questo blocco: L’amministrazione in questa partita si è molto legata al sindacato che il precariato lo sa organizzare bene. Per non averlo contro, il Ministero ha sposato questa rivendicazione”.  Parallelamente su Repubblica la Gelmini veniva additata dal “Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio” come più statalista di Berlinguer. E ieri (lunedì 29) la rassegna stampa era tutta improntata su questo scontro che vede contrapposti, da una parte, il ministro, Pittoni e la Cisl, dall’altra i giovani insegnanti che aspirano all’abilitazione.

Dunque, per evitare che i dati di accesso al TFA rimangano tali, c’è bisogno di smuovere ancora di più l’opinione pubblica affinché rifletta sulla grave situazione dei prof meno che trentenni. Perché non ci sono numeri che tengono davanti alla loro prorompente vocazione e al futuro della scuola.

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COMMENTI
30/08/2011 - Si parla del TFA a sproposito (Emanuele Bruschi)

Ancora un articolo in cui si parla degli accessi al TFA facendo riferimento a giovani provenienti dalle università in attesa di fare ingresso nell'ambito lavorativo dell'insegnamento. Si dimentica cioè, o non si vuole menzionare (cosa ancora più grave) che in Italia esistono migliaia di insegnanti in servizio da anni sprovvisti di tale titolo e formazione poichè il Ministero non ha attivato i relativi corsi negli ultimi anni. Costoro che il Governo vuole eliminare a tutti i costi hanno avviato migliaia di ricorsi e la loro sopravvivenza professionale non può essere elusa. Sono sorte diverse associazioni di categoria che rappresentano gli insegnanti non abilitati che propongono all'attenzione della politica continuamente la questione. Perchè questa testata nei suoi articoli dedicati al tema del TFA e della formazione non affronta questo scandaloso problema? E quindi continua a porre la questione della programmazione degli accessi all'insegnamento e della formazione come se il precariato non esistesse? Questa è malainformazione se non informazione parziale nel senso che racconta una parte della verità, saltando il nocciolo del tema trattato. Pregherei di avere un chiarimento su questa mia notazione. Ricordo che il problema del precariato non si può pensare di risolverlo eliminando i precari anche attraverso un uso dell'informazione censorio. Emanuele Bruschi, direttivo ADIDA

RISPOSTA:

Conosco benissimo l'ADIDA perchè con tante persone che conosco abbiamo fatto ricorso proprio con la Sua associazione. Anche noi siamo - come li chiamate voi - insegnanti invisibili. Inoltre vorrei ribadire che l'articolo non è stato scritto contro l'assunzione dei precari (che sono in fila da decenni) ma in favore di un'altra categoria: i giovani prof. che non hanno nemeno la fortuna (o sfortuna) di essere precari. Comunque per conoscere la nostra storia La invito caldamente a farsi un giro sul mio blog http://olgasanese.blogspot.com. OS