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SCUOLA/ Insegnanti e TFA, tutti i numeri che “inchiodano” la Gelmini

Mariastella Gelmini (Foto Imagoeconomica) Mariastella Gelmini (Foto Imagoeconomica)

Un’amministrazione che applica alle scuole statali in modo rigido le serie storiche degli alunni bocciati quando deve calcolare il numero di classi e docenti da assegnare, deve poter riuscire a utilizzare le serie storiche dei pensionati, dell’andamento delle popolazioni scolastiche, dei piani di riduzione delle istituzioni scolastiche per razionalizzazioni e quindi arrivare a previsioni ragionevoli per i futuri posti a docente da coprire.

Questo l’amministrazione lo può fare, fugando così ogni dubbio e favorendo un confronto chiaro e pacato. Ma poi le vere scelte toccano alla politica: l’avvio urgente dei nuovi corsi per l’abilitazione (pur con tutti i gravi limiti che il Regolamento Israel contiene); l’attuato della norma (L. 124/99) ricordata dallo stesso Ministro a Viareggio che prevede la ripartizione dei reclutamenti tra graduatorie esistenti (vecchi abilitati) e concorsi per futuri nuovi abilitati; la copertura in non più di tre anni di tutti i posti ragionevolmente stabili attraverso i due canali di reclutamento previsti dalla legge; l’avvio di un sistema di reclutamento veramente nuovo che affidi la funzione di indire concorsi rigorosi alle singole Istituzioni scolastiche autonome, come fanno comuni e ospedali.

Si tratta alla fine di rompere con il centralismo e trasferire il potere di assumere, come richiede il nuovo Titolo V, alle autonomie costituzionalizzate.

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COMMENTI
06/08/2011 - Chi "bara" può giocare? (Franco Labella)

Anche a voler essere buoni dalla lettura dell'articolo viene fuori una sensazione: che il MIUR non possa, non voglia o non sappia fare una serie politica scolastica di programmazione degli interventi anche in materia di reclutamento. Se i monitoraggi non fanno chiarezza e Pellegatta ipotizza anche una volontà di non dare dati reali, se i tagli, come pure ha scritto Pellegatta, sono "trasversali" e immagino intenda lineari, forse la chiusa finale che parla di rompere col centralismo andrebbe riscritta. Più che rompere col centralismo forse sarebbe il caso di dichiarare chiusa l'esperienza dell'attuale Ministro. E con lei dei "ragionieri" che hanno visto la scuola come un peso da tagliare. Alla faccia della crisi, degli investimenti in sapere, cultura e innovazione e alla faccia di quello che di diverso hanno fatto altri paesi in crisi, Grecia compresa.

 
04/08/2011 - sistema istruzione rimandato (francesco taddei)

sono tristemente convinto che la gelmini sia stata scelta solo per razionalizzare il sistema della pubblica istruzione, cioè ridurre e chiudere le spese. col risultato di fossilizzare l'istruzione per anni e anni. vedi proposte a costo zero fatte da Vignali