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SCUOLA/ Tra test e passioni, i consigli agli studenti per scegliere l’università

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La presenza di un eventuale test a barriera per l’ingresso nella facoltà desiderata costituirà poi, comunque si giudichi la natura e il contenuto di tali prove, un interessante dato di realtà con cui fare i conti. Superare o non superare il test detterà effettivamente l’accesso o meno a un tipo di studi.

Non pensiamo allora alla costituzione del cosiddetto piano B, dal sapore sempre rinunciatario e di occasione mancata, consideriamo comunque anche una reale diversa opportunità formativa e professionale che risulti parimenti attraente e interessante. Per quanto la visione del futuro sia senza tentennamenti, è difficile pensare che la vastissima, forse persino eccessiva, offerta di formazione universitaria oggi presente non consenta davvero l’identificazione di un’altra possibilità convincente.

Da ultimo, un caveat sui consigli dei grandi, genitori in primis. Il rischio di sognare per i figli i propri sogni è sempre in agguato, costituendosi come una tentazione feroce. Come genitori dobbiamo chiederci in questo momento un’apertura alla realtà che potrebbe non essere affatto spontanea. L’idea che ci siamo fatti di posizione sociale, di sicurezza del lavoro, le difficoltà che abbiamo incontrato sulla nostra strada, i desideri non realizzati, i successi ottenuti, le nostre contraddizioni pesano potentemente sulle indicazioni, più o meno pressanti, che possiamo fare sui giovani.

Ma loro non sono noi: hanno attitudini diverse, alcune ancora da scoprire, altre tutte da costruire, si trovano a vivere in una realtà profondamente diversa dalla nostra di partenza, i contenuti degli studi sono cambiati per non dire la fluidità stessa del lavoro. Guardiamo allora alle future matricole con simpatia, aiutiamoli a capire che per scegliere non occorre avere tutto chiaro davanti, anzi che proprio qui sta parte del fascino del cammino che stanno per iniziare: il futuro è tutto da scrivere.

Piuttosto incoraggiamoli a non ostinarsi a scriverlo da soli e a non ridurlo unicamente al progetto che si faranno. E, soprattutto, invitiamoli a considerare che il futuro inizia subito, il primo giorno che metteranno piede in Facoltà stringendo orgogliosi e al contempo titubanti il libretto col loro numero di matricola: meglio non partano soli, cerchino subito la presenza di coetanei e più grandi che possano sostenerli nella verifica della scelta e nell’impegno quotidiano. Impegno che in Università, sappiamo, può anche essere vivace e perfino divertente, soprattutto quando fatto in buona compagnia.



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