BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Le istruzioni per cominciare l’anno senza “rabbia”

Pubblicazione:

Dov'è finita la passione per la scuola? (Fotolia)  Dov'è finita la passione per la scuola? (Fotolia)

Edoardo Nesi, con il libro “Storia della mia gente” (Bompiani), ha vinto il premio Strega 2011. Non è un romanzo nel senso classico del termine, non è costruito su intrecci complicati e immaginari, non fa sognare, non è un feuilleton. Eppure si è imposto a libri corposi e molto più commerciali. E mi piace pensare che la vittoria sia stata decretata a partire dal sangue e dai sentimenti che pulsano nelle parole dell’autore. Non a caso il sottotitolo recita “La rabbia e l’amore della mia vita da industriale di provincia”.

Ecco. Le pagine del libro raccontano i tempi fulgidi dell’industria del tessile nella zona di Prato e la disfatta di tante piccole medie imprese a causa della globalizzazione del mercato e della conseguente perdita della qualità e particolarità dei prodotti. Quello che colpisce è che la rabbia non è descritta in termini freddi e accusatori, ma la rabbia nasce ed è alimentata da un grande e sconfinato amore per il proprio mestiere, tramandato e cresciuto di padre in figlio come un patrimonio.

Chiuso il libro, non ho potuto non fare un parallelo con il mondo della scuola. La scuola è “gridata” con molto clangore sulle pagine dei quotidiani, attraverso servizi televisivi, dentro i dibattiti da salotto. C’è rabbia, livore, che porta a dei j’accuse diversificati. L’importante è individuare la (o una) causa della disfatta attuale della scuola. Un giorno sono le riforme mal fatte, un altro la piaga dei precari che nessuno riesce a sanare, un altro ancora l’introduzione e la strutturazione del TFA (tirocinio formativo attivo) e, costante nelle geremiadi, la mancanza di soldi e di personale.

E la lista degli ostacoli che impediscono alla scuola di presentarsi al meglio come servizio alla comunità si può allungare a dismisura. Tutto vero, spessa la problematicità della situazione, e in alcuni casi sono giustificati i fuochi d’artificio che infuocano il cielo del pianeta scuola. Quello che sconcerta è che le azioni e le analisi sulla scuola sembrano dettate da rabbia, rabbia pura, che nasce e finisce nella rabbia.



  PAG. SUCC. >