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SCUOLA/ I numeri della Gelmini non tornano e "inchiodano" i giovani

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)

Tenendo anche conto delle esigenze delle scuole paritarie, viene fuori un totale di 18.389 posti che, raffrontato con gli oltre 200.000 insegnanti inseriti nelle graduatorie provinciali, cui si aggiungono altri 20.000 abilitati fuori dalle graduatorie (dati forniti dal ministro), sembrerebbe avvalorare la tesi di una operazione equa. In realtà qui si gioca il futuro della scuola, almeno dal punto di vista della concezione della professione docente e dei diritti, legittimi in entrambi i casi, degli iscritti nelle graduatorie e dei giovani insegnanti (neolaureati o docenti senza abilitazione). Come più volte si è sottolineato su queste pagine, l’abilitazione non coincide con il reclutamento, stante inoltre il fatto che vi sono oltre 40.000 potenziali insegnanti che si sono laureati dopo lo stop alle SSIS e che magari in questi anni hanno anche lavorato nella scuola, perché in certe province le graduatorie erano esaurite.

Sottoponendo il dato ad osservazione, v’è da rilevare che i posti in più a Scienze della Formazione Primaria (5.151) sono da comparare con i 4.838 dello scorso anno e che gli iscritti di quest’anno dovranno farsi cinque anni anziché quattro. Restano i 12.500 nuovi abilitati ogni anno (per l’ultima SSIS dell’a.a. 2008/09 sempre il Miur aveva fissato in 12.389 i posti disponibili: peccato che poi sia stata sospesa e che da allora siano passati altri due anni accademici senza possibilità di abilitarsi per gli aspiranti insegnanti che intanto continuavano a laurearsi). Numeri strettamente legati al 50% dei pensionamenti previsti, anche se per il momento non sono contemplati concorsi per questi nuovi abilitati (e allora perché legare le abilitazioni ai pensionamenti?). Se poi si scorporano ulteriormente le cifre fornite, ricorrendo a documenti esterni alla conferenza di oggi, ma comunque forniti dal Miur ai sindacati, appare ulteriormente l’angustia di una manovra che avvantaggia i precari abilitati rispetto a chi desidererebbe ricevere una semplice idoneità all’insegnamento (stiamo parlando dell’abilitazione). A parte Scienze della Formazione Primaria, di cui con decreto sono già stati assegnati i posti per il prossimo anno accademico, non si parla di alcuna partenza dei corsi di laurea magistrale per l’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado e, quanto ai Tfa (Tirocinio Formativo Attivo), nel numero dei 12.500 si sommano con tutta probabilità sia i corsi abilitanti per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, che i corsi per la secondaria di secondo grado. La conseguenza potrebbe essere che non in tutte le Regioni vi siano corsi accessibili per tutte le classi di concorso, come prescrive il Regolamento sulla formazione iniziale, con inevitabile disagio per i pochi che riusciranno a superare le selettive prove d’accesso, quando e se si apriranno. 

In conclusione, se l’attuale politica ministeriale ha puntato su un certo riassetto della istruzione, soprattutto nel campo dei licei e dell’istruzione tecnica (ma quella professionale versa ancora in condizioni allarmanti), non si può dire che abbia inteso farlo offrendo un segnale nuovo e innovativo sul versante della professionalità docente.

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COMMENTI
01/09/2011 - LA SCUOLA CHE GUARDA AL PASSATO (Angelo Lucio Rossi)

I numeri della Gelmini non tornano e "inchiodano" la scuola al passato. La sua logica ministeriale e centralistica ha sparato un'altro colpo mortale alla scuola che guarda al futuro. C'è bisogno di una scossa, di una mobilitazione, di un generale richiamo alla responsabilità della politica. Le buone intenzioni sono state frantumate da una logica statalista e da un neocentralismo ministeriale. I problemi non sorgono solo con il reclutamento. E la Riforma delle Superiori? Quale investimento sui docenti e sui dirigenti come veri professionisti? E l'Autonomia degli istituti scolastici? Chi semina vento raccolgie tempesta.

 
01/09/2011 - "Guardando i cancelli che si aprono" (sabina moscatelli)

Hai ragione, Gianni. Guardiamo che si aprono, ma restiamo fuori, perché continuiamo a essere precari e a Milano non sappiamo neanche quando ci saranno le convocazioni per le graduatorie. Della nostra passione, dello sguardo che abbiamo sugli studenti non interessa a nessuno.

 
01/09/2011 - Buon risveglio (Franco Labella)

Ma Foschi e il commentatore Mereghetti dove hanno vissuto e operato finora? Comunque meglio tardi che mai.

 
01/09/2011 - PERFETTO! (Gianni MEREGHETTI)

Le cose stanno proprio così! Grazie dell'analisi precisa e puntuale e del giudizio su operazioni che non hanno nulla a che vedere con il bene della scuola. Di fatto la Gelmini sta perpetuando il meccanismo statalista che ha portato la scuola alla deriva e sta tenendo i giovani fuori dalla scuola, e lo sta facendo in modo programmatico! Di fronte a tanta ipocrisia rispondiamo ricominciando oggi a entrare in scuola dalla passione che urge dal cuore. E' un nuovo inizio più forte della situazione che si sta disegnando, una situazione in cui si vuol prescindere dall'umano. Invece è da lì che urge ripartire, il nuovo inizio non è la razionalizzazione della scuola, il nuovo inizio è la vibrazione dell'umano guardando i cancelli che si aprono della scuola.