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SCUOLA/ I numeri della Gelmini non tornano e "inchiodano" i giovani

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)

La conferenza stampa di ieri del ministro Gelmini corrisponde ad una logica, quella ministeriale, che purtroppo non si accorda con la reali esigenze di un Paese che proprio adesso, in piena crisi, avrebbe bisogno di puntare su educazione, formazione, valorizzazione della professionalità docente.

Nel 2008, in occasione dell’audizione alla Commissione VII della Camera il ministro disse: “Nella scuola abbiamo troppi dipendenti e poco pagati, con una carriera pressoché piatta. Non c’è quindi da stupirsi se tantissimi bravi maestri e professori non si sentono motivati, se tantissimi giovani preparati, con la vocazione all’insegnamento, scelgono altre strade; se lo Stato dà poco, non potrà che chiedere poco, in una spirale di frustrazione inarrestabile”. Il discorso programmatico, che riscosse anche le simpatie della sinistra riformista, puntava sui nuovi fronti: il riscatto dei docenti, la cultura del merito, l’autonomia scolastica, la parità tra scuola statale e non statale.  

Ora siamo scesi invece ai toni autocelebrativi e, nella sostanza, ad una pioggia di numeri in taluni casi difficile da verificare (sarà poi vero quel 4% di classi con meno di 12 alunni? E quello 0,6% di classi con più di 30 non era, meno di un mese fa, inferiore allo 0,4%?) che esprime la volontà di razionalizzare le risorse senza che ad essa si accompagni un percorso che porti la scuola italiana a superare il vizio del centralismo che si avvita su se stesso.

Prendiamo in considerazione, dunque, alcuni di questi aggregati numerici. Saranno immessi in ruolo (le operazioni stanno per concludersi) 66.000 unità di personale, di cui circa 30.000 docenti e 36.000 personale Ata, di cui oltre 26.000 sono collaboratori scolastici (ex bidelli). Non capiamo quali elementi di novità sostanziale contenga questa manovra che, se da una parte alleggerisce (di poco) le graduatorie dei docenti (dichiarate ad esaurimento), dall’altra insiste nel confondere la professione docente con il ruolo impiegatizio, equiparando l’insegnamento ad una funzione programmata dallo Stato: stesso contratto nazionale, stesso trattamento normativo. Non era il caso di cambiare mettendo in campo, almeno inizialmente, un nuovo sistema di reclutamento, centrato sull’autonomia delle scuole e sulla carriera autonoma degli insegnanti?

E, dulcis in fundo, i numeri relativi alle nuove lauree per l’insegnamento e i percorsi abilitanti destinati ai giovani aspiranti docenti. Con dovizia tanto di criteri di calcolo (ma i dati di partenza dove sono?) che di macro-ripartizioni (generiche, però), sono stati forniti i numeri dei posti programmati dal ministero per la formazione iniziale e l’abilitazione dei docenti nei prossimi anni.



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COMMENTI
01/09/2011 - LA SCUOLA CHE GUARDA AL PASSATO (Angelo Lucio Rossi)

I numeri della Gelmini non tornano e "inchiodano" la scuola al passato. La sua logica ministeriale e centralistica ha sparato un'altro colpo mortale alla scuola che guarda al futuro. C'è bisogno di una scossa, di una mobilitazione, di un generale richiamo alla responsabilità della politica. Le buone intenzioni sono state frantumate da una logica statalista e da un neocentralismo ministeriale. I problemi non sorgono solo con il reclutamento. E la Riforma delle Superiori? Quale investimento sui docenti e sui dirigenti come veri professionisti? E l'Autonomia degli istituti scolastici? Chi semina vento raccolgie tempesta.

 
01/09/2011 - "Guardando i cancelli che si aprono" (sabina moscatelli)

Hai ragione, Gianni. Guardiamo che si aprono, ma restiamo fuori, perché continuiamo a essere precari e a Milano non sappiamo neanche quando ci saranno le convocazioni per le graduatorie. Della nostra passione, dello sguardo che abbiamo sugli studenti non interessa a nessuno.

 
01/09/2011 - Buon risveglio (Franco Labella)

Ma Foschi e il commentatore Mereghetti dove hanno vissuto e operato finora? Comunque meglio tardi che mai.

 
01/09/2011 - PERFETTO! (Gianni MEREGHETTI)

Le cose stanno proprio così! Grazie dell'analisi precisa e puntuale e del giudizio su operazioni che non hanno nulla a che vedere con il bene della scuola. Di fatto la Gelmini sta perpetuando il meccanismo statalista che ha portato la scuola alla deriva e sta tenendo i giovani fuori dalla scuola, e lo sta facendo in modo programmatico! Di fronte a tanta ipocrisia rispondiamo ricominciando oggi a entrare in scuola dalla passione che urge dal cuore. E' un nuovo inizio più forte della situazione che si sta disegnando, una situazione in cui si vuol prescindere dall'umano. Invece è da lì che urge ripartire, il nuovo inizio non è la razionalizzazione della scuola, il nuovo inizio è la vibrazione dell'umano guardando i cancelli che si aprono della scuola.