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APPELLO GIOVANI/ Scholz (CdO): l’accordo sull’abilitazione è un’opportunità per tutti

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa)

Ieri, a Palazzo Chigi, si è svolto un incontro tra il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, e alcuni tra i primi firmatari dell’appellogiovani.it, relativo al tema dell’abilitazione alla professione per gli insegnanti. Un dibattito portato alla ribalta in seguito all’ipotesi secondo la quale per le generazioni future si sarebbe preclusa la possibilità di accedere all’insegnamento e determinato un vuoto generazionale di almeno sette anni, con il conseguente innalzamento dell’età media del corpo docente e la graduale desertificazione delle facoltà umanistiche.

La riunione di sabato ha fatto sì che si raggiungesse un accordo, giudicato dalla Compagnia delle Opere estremamente positivo. Secondo il presidente Bernhard Scholz, in seguito alla pubblicazione, da parte del ministero dell’Istruzione, di due note indirizzate ai rettori e ai direttori amministrativi delle università, «si apre un nuovo spazio ai giovani che vogliono abilitarsi alla professione di insegnante e viene valorizzata la capacità di offerta formativa delle università. Tocca ora al MIUR e agli atenei cogliere le nuove opportunità e realizzarle con responsabilità».

Il ministero, con le due note, ha invitato, in sostanza, «le università ad indicare «nella banca dati dell’offerta formativa, per ciascuna classe di abilitazione la propria offerta formativa, in rapporto alle capacità ricettive (…)» e a indicare, pertanto, «i numeri di posti disponibili nei termini sopra indicati favorendo in tal senso l’analisi delle proposte da parte del Ministero al fine di procedere tempestivamente all’emanazione del successivo decreto ministeriale di assegnazione dei posti a ciascuna sede universitaria».

Contestualmente, Viale Trastevere farà in modo che i comitati regionali di coordinamento recepiscano le offerte formative provenienti dalle università e verifichino, per tali proposte, la congruenza didattica.

Scholz ha sottolineato come «in un contesto culturale e politico dove il futuro delle giovani generazioni viene troppo spesso censurato», l’appello e gli effetti che ha sortito mostrano come non è detto che lo stato di cose debba rimanere inalterato.



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