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APPELLO SCUOLA/ Mauro: cara Gelmini, così hai premiato il "paese dei giovani"

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Giusto non illudere i giovani, ma ancor più giusto mettere coloro che sono determinati ad esercitare la professione di insegnante e appassionati all’opera dell’educazione nelle condizioni di competere abilitandosi. Il punto d’incontro si è trovato tenendo conto che le SSIS sono state sospese tre anni fa e che sicuramente quest’anno non partiranno le lauree specialistiche per la secondaria di secondo grado, il numero dei potenziali aspiranti all’abilitazione di qui a tre anni si aggira intorno alle 40-50mila unità; questa è la cifra che ragionevolmente può essere indicata per il solo TFA transitorio. Si noti che, secondo la media degli ultimi concorsi SSIS, i posti per i soli TFA abilitanti quest’anno avrebbero dovuto essere almeno pari a 36mila.

Se requisito per l’accesso ai nuovi concorsi è il possesso dell’abilitazione all’insegnamento, occorre far partire prima possibile i TFA con il più ampio numero di posti al fine di consentire il conseguimento del titolo in tempo utile per la partecipazione ai nuovi concorsi.

È importante si sia compreso che il problema del precariato non si elimina chiudendo gli accessi all’abilitazione, ma da un lato valorizzando, come è stato fatto, la capacità di offerta formativa delle università, e dall’altro cominciando un cammino capace di incidere in una visione statalista della scuola che è servita solo, finora, a mortificare la natura della professione docente. 

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COMMENTI
11/09/2011 - Una scelta radicale: la parità scolastica (LUISA TAVECCHIA)

Nel complimentarmi per l'accordo raggiunto ieri tra il Ministro della Pubblica Istruzione e i firmatari dell'appellogiovani.it, vorrei ricordare che alla fine degli anni '90 ci fu una enorme mobilitazione, promossa dal Papa G.Paolo II in un memorabile incontro avvenuto a P.zza San Pietro, dalla quale iniziò una raccolta firme per il riconoscimento giuridico della parità scolastica. Con grande fatica CL mobilitò numerosisimi aderenti che riuscirono a raccogliere, in tempi brevi, la considerevole cifra di circa 1.500.000 sottoscrizioni. Il testo della proposta di inziativa popolare e queste numerosssime firme furono affidate - se ben ricordo – al vicepresedente della CdO. Tutto il materiale venne consegnato all'allora Presidente del Senato Nicola Mancino (PPI). Del destino di questa iniziativa popolare non si seppe più nulla. Si dice che l'imperatore Augusto dopo la famosa sconfitta di Teutoburgo avvenuta nell'anno 9 d.C. ad opera dei Germani guidati da Arminio affermò: "Quintilio Varo, restituiscimi le mie legioni!". Vista la "disfatta" di quelle firme, a distanza di anni, è possibile sapere quale è stato il loro destino? Forse da questa risposta potrebbe iniziare (citando l'ultima affermazione di questo appello scuola) "un cammino capace di incidere sulla visione statalista della scuola che è servita solo, finora, a mortificare la natura della professione docente". Grazie

 
11/09/2011 - Cambiare rotta .. senza saper dove si va (enrico maranzana)

“Aver chiarito che si punterà .. sulla capacità dell’offerta formativa delle università restituisce dignità alla professione di insegnante e apre lo spazio ai giovani” è un’affermazione che evidenzia come il problema della formazione/educazione/istruzione non sia stato percepito. L’orientamento del servizio universitario è diametralmente opposto a quello delle scuole primarie e secondarie. Le prime trasmettono conoscenze, le altre promuovono capacità e competenze. La legge Moratti, infatti, afferma la strumentalità delle conoscenze e delle abilità; l’ISTITUZIONE scuola, invece, vive sulla progettazione dei processi di apprendimento mirati allo sviluppo e al potenziamento delle capacità dei giovani. Quale autorevolezza, quale esperienza, quali competenze hanno le università in relazione allo ”sviluppo e al sostegno dell'autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275”? [CFR obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti - DECRETO 10 settembre 2010 , n. 249].