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APPELLO SCUOLA/ Mauro: cara Gelmini, così hai premiato il "paese dei giovani"

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Finalmente un cambiamento di rotta. Ha avuto un esito positivo la riunione sull’accesso alla professione di insegnante che ha avuto luogo sabato a palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Erano presenti il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, l’on. Maurizio Lupi e alcuni tra i primi firmatari dell’“appello pubblico in difesa delle giovani generazioni, del futuro della scuola, dell'università e del nostro paese”. Come emerge dal comunicato del ministero dell’Istruzione “Le parti si sono dette reciprocamente soddisfatte dell’incontro. Viene, infatti, da un lato confermato nella sua sostanza il regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti (così come previsto dal Miur) e, dall’altro, valorizzato l’elemento dell’offerta formativa delle università nella determinazione del numero dei posti da assegnare per l’accesso alle abilitazioni”.

Dobbiamo prendere atto con soddisfazione della rinnovata disponibilità offerta dal ministro Gelmini ai giovani che aspirano all’insegnamento. L’esito dell’incontro con i promotori dell’appello pone fine al fraintendimento che aveva provocato nelle scorse settimane l’allarme di molti ed importanti settori della vita civile italiana. Aver chiarito che si punterà non solo sul fabbisogno degli insegnanti ma anche sulla capacità dell’offerta formativa delle università restituisce dignità alla professione di insegnante e apre lo spazio ai giovani.

La condizioni per la soluzione erano state affrontate in una riunione favorita dal nuovo segretario del Pdl Angelino Alfano con il ministro Gelmini nella quale avevo avuto modo di chiarire come il problema di fondo per innescare un processo di qualità della scuola rimanesse un meccanismo di reclutamento non più condizionato da punteggi accumulati tramite le supplenze, ma finalmente aperto alla reale preparazione di coloro che vogliono fare gli insegnanti. Ovvio infatti che abilitarsi non significhi tout court avere il posto garantito: un avvocato abilitato non ha la garanzia che gli venga affidata una causa. Un insegnante è abilitato ad esercitare la sua professione, non può essere costretto da un meccanismo di pianificazione di tipo sovietico a far corrispondere la possibilità di insegnare al liberarsi di un posto nella scuola statale.



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COMMENTI
11/09/2011 - Una scelta radicale: la parità scolastica (LUISA TAVECCHIA)

Nel complimentarmi per l'accordo raggiunto ieri tra il Ministro della Pubblica Istruzione e i firmatari dell'appellogiovani.it, vorrei ricordare che alla fine degli anni '90 ci fu una enorme mobilitazione, promossa dal Papa G.Paolo II in un memorabile incontro avvenuto a P.zza San Pietro, dalla quale iniziò una raccolta firme per il riconoscimento giuridico della parità scolastica. Con grande fatica CL mobilitò numerosisimi aderenti che riuscirono a raccogliere, in tempi brevi, la considerevole cifra di circa 1.500.000 sottoscrizioni. Il testo della proposta di inziativa popolare e queste numerosssime firme furono affidate - se ben ricordo – al vicepresedente della CdO. Tutto il materiale venne consegnato all'allora Presidente del Senato Nicola Mancino (PPI). Del destino di questa iniziativa popolare non si seppe più nulla. Si dice che l'imperatore Augusto dopo la famosa sconfitta di Teutoburgo avvenuta nell'anno 9 d.C. ad opera dei Germani guidati da Arminio affermò: "Quintilio Varo, restituiscimi le mie legioni!". Vista la "disfatta" di quelle firme, a distanza di anni, è possibile sapere quale è stato il loro destino? Forse da questa risposta potrebbe iniziare (citando l'ultima affermazione di questo appello scuola) "un cammino capace di incidere sulla visione statalista della scuola che è servita solo, finora, a mortificare la natura della professione docente". Grazie

 
11/09/2011 - Cambiare rotta .. senza saper dove si va (enrico maranzana)

“Aver chiarito che si punterà .. sulla capacità dell’offerta formativa delle università restituisce dignità alla professione di insegnante e apre lo spazio ai giovani” è un’affermazione che evidenzia come il problema della formazione/educazione/istruzione non sia stato percepito. L’orientamento del servizio universitario è diametralmente opposto a quello delle scuole primarie e secondarie. Le prime trasmettono conoscenze, le altre promuovono capacità e competenze. La legge Moratti, infatti, afferma la strumentalità delle conoscenze e delle abilità; l’ISTITUZIONE scuola, invece, vive sulla progettazione dei processi di apprendimento mirati allo sviluppo e al potenziamento delle capacità dei giovani. Quale autorevolezza, quale esperienza, quali competenze hanno le università in relazione allo ”sviluppo e al sostegno dell'autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275”? [CFR obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti - DECRETO 10 settembre 2010 , n. 249].