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APPELLO SCUOLA/ Magni (Clds): ora tocca agli atenei raccogliere la sfida

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Palazzo Chigi (Imagoeconomica)  Palazzo Chigi (Imagoeconomica)

Qui risiede la vera novità, resa concretamente possibile dalle due Note pubblicate sabato stesso sul sito del MIUR, indirizzate ai direttori scolastici regionali e alle università, in cui queste ultime vengono rimesse in gioco e sollecitate a segnalare la loro offerta in base alle proprie capacità ricettive (senza ulteriori vincoli). In altre parole, il numero dei posti disponibili per le abilitazioni non sarà più calcolato solo in rapporto al fabbisogno, ma anche in base all’offerta delle università.

Se dunque queste saranno sensibili al problema e dichiareranno una congrua disponibilità di posti, la cifra-base del ministero di 13.285 dovrà salire. È un risultato importante, soprattutto perché si tratta di un primo passo verso una diversa concezione del rapporto tra abilitazione e reclutamento, più vicina a quella adottata in Europa: l’abilitazione non è una prenotazione del posto, ma l’acquisizione di una idoneità; l’accesso ad essa non può essere meccanicamente determinato dal fabbisogno. Resta invece intatto il problema della definizione delle modalità di reclutamento, la cui urgenza è stata sottolineata nell’appellogiovani.it. Nell’immediato, la palla passa alle università. Entro il 7 ottobre gli atenei dovranno far pervenire un piano formativo sulla base della loro capacità di offerta. Il lavoro da fare è ancora molto e noi non smetteremo di dare il nostro contributo: anzitutto, in questo momento, invitando i nostri rettori e presidi a scendere tempestivamente in campo e, in secondo luogo, vigilando affinché lo spiraglio che sabato si è aperto non si richiuda.



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COMMENTI
13/09/2011 - Non facciamo quadretti idilliaci (Giorgio Israel)

Gli atenei debbono raccogliere la sfida: sacrosanto. Ma attenti alle ingenuità. Il ministero non darà più di quei 3000 posti. Altrimenti avrebbe fatto il suo dovere: comunicare immediatamente le nuove cifre agli atenei. Invece, scaricando sugli atenei la richiesta in tempi strettissimi, si rischia (o si spera?) che i numeri siano bassi, inferiori a quei 3000, persino con un segno negativo. È da troppo tempo che il ministero si comporta malissimo con le università. Non dando i numeri, non facendo nulla per i tanti adempimenti (preparando le prove d'accesso, ecc.). Poi il 5 agosto ha imposto di consegnare il Rad delle lauree magistrali e determinare l'università regionale di riferimento entro il 20 settembre. E circola la voce che tutto andrà male per colpa delle università nullafacenti. Le università hanno mille colpe ma non questa e questo comportamento è inaccettabile. Le università stanno lavorando pancia a terra, pur non potendo disporre dello schema del Rad prima del 19 settembre… Lo si dovrà fare in poche ore. E ora si da loro la scadenza del 7 ottobre per i numeri del TFA… Non è un gioco serio. Le università debbono raccogliere la sfida, appunto, ma non facciamo quadretti idilliaci.