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APPELLO SCUOLA/ Magni (Clds): ora tocca agli atenei raccogliere la sfida

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Palazzo Chigi (Imagoeconomica)  Palazzo Chigi (Imagoeconomica)

Sabato a palazzo Chigi, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, alcuni tra i primi firmatari dell’appellogiovani.it si sono incontrati con il Ministro Gelmini e l’on. Lupi. Le cronache di ieri ne hanno già dato notizia. Ma dopo le prime reazioni è venuto il momento di qualche considerazione più a freddo.

Innanzitutto merita di essere sottolineata la straordinaria incisività dell’appellogiovani.it. In appena quattro giorni si sono raggiunte oltre 14mila firme: la preoccupazione espressa per il futuro del Paese è stata condivisa e sottoscritta da personalità di spicco della nostra società e dell’università, da lavoratori dei più svariati settori, da migliaia di insegnanti e studenti. A tutti va il nostro più sentito ringraziamento.

L’immediata adesione di un numero così alto di persone, oltre ad avere messo in allarme i rappresentanti del governo, ha anche reso evidente una caratteristica dell’iniziativa: non si è trattato di una rivendicazione di categoria, né di una polemica di palazzo (nonostante qualche giornalista compiacente abbia tentato di “retrocederla” a bega interna a un partito), ma di una battaglia ideale, che ha coinvolto i moltissimi a cui, nel nostro Paese, ancora sta a cuore il futuro dei giovani e della cultura. Prendiamone atto.

Veniamo all’incontro di sabato. Possiamo fondatamente affermare che si è aperto uno spiraglio. Vi è stato anzitutto un incremento di tremila unità del numero di posti per i Tirocini Formativi Attivi transitori relativi alle scuole secondarie di secondo grado, che si aggiungono ai 10.285 che già figuravano sul sito del MIUR l’8 settembre per tutti i TFA. Vi saranno, dunque, come prima disponibilità da parte ministeriale, 13.285 per i TFA della scuola secondaria di I e II grado nell’a.a. 2011/12 (si ricordi che sulle prime tabelle ufficiose che circolavano nel mese di giugno il dato riportato per i TFA transitori era, per l’a.a. 2011-2012, di 2.256 posti normali e 3.730 posti di sostegno).

Ma, in secondo luogo, si è finalmente riconosciuto un ruolo di primo piano alle università nella definizione dei numeri di posti disponibili per i TFA transitori e i nuovi percorsi di abilitazione. Sotto la supervisione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che si è fatto personalmente garante del contenuto sottoscritto alla fine dell’incontro, si è stabilito che, secondo quanto recita il comunicato stampa del MIUR, «i numeri dei posti che saranno assegnati risulteranno dall’incrocio tra quelli pubblicati dal MIUR e l’offerta formativa formulata dalle università».



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COMMENTI
13/09/2011 - Non facciamo quadretti idilliaci (Giorgio Israel)

Gli atenei debbono raccogliere la sfida: sacrosanto. Ma attenti alle ingenuità. Il ministero non darà più di quei 3000 posti. Altrimenti avrebbe fatto il suo dovere: comunicare immediatamente le nuove cifre agli atenei. Invece, scaricando sugli atenei la richiesta in tempi strettissimi, si rischia (o si spera?) che i numeri siano bassi, inferiori a quei 3000, persino con un segno negativo. È da troppo tempo che il ministero si comporta malissimo con le università. Non dando i numeri, non facendo nulla per i tanti adempimenti (preparando le prove d'accesso, ecc.). Poi il 5 agosto ha imposto di consegnare il Rad delle lauree magistrali e determinare l'università regionale di riferimento entro il 20 settembre. E circola la voce che tutto andrà male per colpa delle università nullafacenti. Le università hanno mille colpe ma non questa e questo comportamento è inaccettabile. Le università stanno lavorando pancia a terra, pur non potendo disporre dello schema del Rad prima del 19 settembre… Lo si dovrà fare in poche ore. E ora si da loro la scadenza del 7 ottobre per i numeri del TFA… Non è un gioco serio. Le università debbono raccogliere la sfida, appunto, ma non facciamo quadretti idilliaci.