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SCUOLA/ Primo giorno di lezioni in 13 regioni, proteste in diverse città

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Dodici settembre, primo giorno di scuola in tredici regioni italiane (Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta). Per le rimanenti regioni, il calendario osserva questo inizio: domani 13 settembre Abruzzo; mercoledì 14 la Toscana; venerdì 16  Puglia, Sardegna e Sicilia e infine il 19 settembre inizio per Basilicata ed Emilia Romagna. A scuola, secondo i dati forniti dal ministero, per la stagione 2011-12 ci saranno 7.830.000 studenti, con un calo di iscrizioni nel Nord Est, al Sud e nelle  Isole. Aumento di iscrizioni al Nord Ovest e al Centro Italia. Un ritorno a scuola che però  è segnato dalle inevitabili proteste degli studenti nei confronti dei tagli previsti dal ministro Gelmini. E' il caso del liceo Montessori di Roma, dove i giovani hanno organizzato per oggi un flash mob contro i tagli e per il diritto allo studio. Questa ed altre proteste sono tappe che porteranno poi alla prima grande manifestazione nazionale di questo anno scolastico, prevista il 7 ottobre a Roma. Anche i precari sono sul sentiero di guerra: oggi a mezzogiorno si attiverà un sit-in davanti al ministero dell'istruzione. Soddisfazione invece da parte dei sostenitori e dei firmatari di appellogiovani, gli studenti del Clds (Coordinamento liste per il diritto allo studio) che avevano chiesto al ministro Gelmini un cambio di rotta sull'abilitazione all'insegnamento. Risultato ottenuto dopo un incontro con il ministro stesso. Le novità di quest'anno: 59 istituti tecnici superiori che iniziano le attività: i libri adottati devono essere disponibili anche in formato elettronico; corsi di perfezionamento per gli insegnati per acquisire la patente Clil, che corrisponde all'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera. Gli insegnanti a disposizione degli alunni disabili sono 94mila. I tagli: eliminato il 30% dell'organico dirigente scolastico, via 1130 posti di direttore amministrativo e 1100 di assistente amministrativo. Gli studenti stranieri: confermata la percentuale massima per classe che dovrà essere del 30%, stando però alla realtà specie nei grandi centri metropolitani, si tratta di un numero che difficilmente potrà essere osservato.



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