BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ TFA e nuovi docenti, ora non dimentichiamoci la "riforma delle riforme"

Pubblicazione:

Continua il dibattito sull'abilitazione dei docenti (Immagine d'archivio)  Continua il dibattito sull'abilitazione dei docenti (Immagine d'archivio)

Per quanto riguarda questi primi anni, condiviso che i posti sono riservati per un 50% agli attuali iscritti alle graduatorie e per un 50% ai giovani, si è giunti alla conclusione di aumentare ulteriormente i numeri di accesso al TFA, portandoli ad oltre 13 mila l’anno, in considerazione del fatto che vi è un elevato fabbisogno di docenti anche nelle scuole paritarie e delle migliaia di giovani laureati dal 2008 che attendono di abilitarsi.

In tali condizioni è sicuramente meglio abilitare qualche docente in più rispetto al fabbisogno minimo stimato, anche a costo di non poterne prevedere un inserimento in ruolo immediato, piuttosto che interrompere per un triennio l’accesso di giovani nella scuola e contemporaneamente mettere in crisi il sistema di offerta universitario.

Per questi motivi, sia di merito sia di metodo, considero la conclusione della vicenda un ottimo risultato. Certamente sarebbe un errore pensare che non vi siano altre questioni da affrontare con la massima considerazione. Per rendere attrattiva la professione, serve un intervento a livello contrattuale, che consenta di differenziare la carriera degli insegnanti, di separare funzioni e figure, aprendo in modo volontario ad un impegno anche maggiore di quello attuale, diversificando le retribuzioni oltre che le responsabilità e i compiti. Bisogna inoltre rendere per i giovani la professione insegnante attraente, stimolante e concorrenziale anche economicamente rispetto ad altri percorsi di carriera. Se abbiamo ormai allineato il costo dell’istruzione per studente alla media Ocse, i docenti guadagnano invece ancora troppo poco.

Non si tratta di spendere di più, ma di spendere meglio. In Italia, a fronte di un costo per studente maggiore della Germania, dopo 15 anni di insegnamento un docente di scuola superiore, a parità di potere d’acquisto, guadagna 35mila dollari contro una media ocse di 45mila, mentre in Germania addirittura 63mila dollari. Il perché è facile da capire: in Italia c’è un insegnante ogni 10,7 studenti, mentre in Germania uno ogni 15 studenti;  in Italia gli insegnanti insegnano per 601 ore l’anno senza un ulteriore lavoro a scuola,  mentre in Germania insegnano per 714 annue ma lavorano ben 1750 ore complessive a scuola.

E’ poi da affrontare con urgenza il tema della modalità di reclutamento e dell’istituzione dell’albo regionale dei docenti abilitati.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
13/09/2011 - sanatorie (MONICA GRAGLIA)

citazione: "Si tratta di una modalità di accesso alla professione spesso priva di selezione, dove l’abilitazione è stata spesso ottenuta in itinere, anche attraverso scorciatoie, quali i “corsi abilitanti”, vere e proprie sanatorie". Si parla senza conoscere la questione. A Torino per esempio l'ultimo concorso "riservato" del 2005 è stato completamente svolto dall'Università di Torino e per le materie tecnico-scientifiche dal Politecnico di Torino. Posso assicurare che non tutti hanno passato il corso e ci sono state bocciature. Dire che sono state sanatorie non rende giustizia al Poli che a livello europeo è considerato uno dei migliori. Dare la possibilità di abilitarsi a precari che dal 2005 (almeno) continuano a lavorare nella scuola pubblica (e paritaria) mandando avanti le scuole e in possesso di 360 giorni di servizio sarebbe un passo giusto da fare anche se ministra e consiglieri sono contrari. Non dimentichiamo che una legge europea abilita alle professioni con un tot di anni di lavoro alle spalle...perchè l'Italia non si adegua? Le sanatorie sono state fatte negli anni 70-80 quando entrarono di ruolo docenti appena diplomati o laureati senza abilitazione. Qui si chiede di abilitare con il tfa ad accesso diretto chi ha almeno 360 giorni di servizio frequentando e dando un esame finale...con la consapevolezza che passarlo non sarà facile e non sarà una sanatoria!

 
13/09/2011 - Guidare senza veder la strada (enrico maranzana)

“Il reclutamento diretto degli insegnanti è un primo importante passo, in prospettiva l’autonomia delle scuole dovrà essere rafforzata fino alla piena autonomia finanziaria e di gestione”: se si considera che l’autonomia delle scuole “si sostanzia nella PROGETTAZIONE e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione” [DPR 275/99] si può constatare, scorrendo i POF, che il suo livello di realizzazione è uguale a zero. Rafforzando lo zero si ottiene sempre zero! Anche l’asserzione: “Il reclutamento risponde ancora ad una logica ed a meccanismi impersonali basati essenzialmente sull’anzianità ed in cui non trovano spazio il riconoscimento e la valorizzazione dell’effettiva professionalità del docente” è inconsistente in quanto la scientificità della gestione, condizione necessaria per muoversi in tale direzione, è sconosciuta nella scuola italiana.