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SCUOLA/ TFA e nuovi docenti, ora non dimentichiamoci la "riforma delle riforme"

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Continua il dibattito sull'abilitazione dei docenti (Immagine d'archivio)  Continua il dibattito sull'abilitazione dei docenti (Immagine d'archivio)

Appare decisivo introdurre nuove modalità di reclutamento del personale docente, in coerenza con i principi di qualificazione del servizio educativo e del personale docente, di incremento degli spazi di autonomia delle Istituzioni, di ottimizzazione e utilizzo efficace delle risorse.

Oggi le scuole non hanno alcuna voce in capitolo nella scelta dei propri insegnanti. Il reclutamento risponde ancora ad una logica ed a meccanismi impersonali basati essenzialmente sull’anzianità ed in cui non trovano spazio il riconoscimento e la valorizzazione dell’effettiva professionalità del docente. Vi è la necessità di un confronto aperto e leale sul passaggio ad un reclutamento effettuato dalle scuole stesse, singole ed in rete, attraverso una selezione dei docenti inseriti nell’albo regionale che tenga conto delle loro specifiche esigenze - tipologia, dimensioni, contesto socioeconomico, etc. - oltre che del loro Progetto di Istituto. Questo già accade in molti Paesi (Danimarca, Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia, Svizzera e Svezia) e sono anni che tutte le analisi evidenziano che i paesi dove le scuole hanno grande autonomia e possono selezionare direttamente il personale ottengono i migliori risultati.

Infine, se il reclutamento diretto degli insegnanti è un primo importante passo, in prospettiva l’autonomia delle scuole dovrà essere rafforzata fino alla piena autonomia finanziaria e di gestione: il finanziamento alle scuole statali non dovrebbe più avvenire attraverso il pagamento del personale da parte dello Stato, ma attraverso un finanziamento complessivo alla scuola, gestito poi in autonomia; il finanziamento alle scuole può avvenire in modo diretto, proporzionale al numero di studenti frequentanti, secondo il modello della “Quota capitaria”. Un finanziamento di questo tipo eliminerebbe ipso facto tutta la burocratica gestione della scuola: affidando la gestione del personale alle scuole e liberandole da vincoli rigidamente prefissati si potranno più facilmente raggiungere gli obiettivi di maggiore qualità ed efficienza del sistema.

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COMMENTI
13/09/2011 - sanatorie (MONICA GRAGLIA)

citazione: "Si tratta di una modalità di accesso alla professione spesso priva di selezione, dove l’abilitazione è stata spesso ottenuta in itinere, anche attraverso scorciatoie, quali i “corsi abilitanti”, vere e proprie sanatorie". Si parla senza conoscere la questione. A Torino per esempio l'ultimo concorso "riservato" del 2005 è stato completamente svolto dall'Università di Torino e per le materie tecnico-scientifiche dal Politecnico di Torino. Posso assicurare che non tutti hanno passato il corso e ci sono state bocciature. Dire che sono state sanatorie non rende giustizia al Poli che a livello europeo è considerato uno dei migliori. Dare la possibilità di abilitarsi a precari che dal 2005 (almeno) continuano a lavorare nella scuola pubblica (e paritaria) mandando avanti le scuole e in possesso di 360 giorni di servizio sarebbe un passo giusto da fare anche se ministra e consiglieri sono contrari. Non dimentichiamo che una legge europea abilita alle professioni con un tot di anni di lavoro alle spalle...perchè l'Italia non si adegua? Le sanatorie sono state fatte negli anni 70-80 quando entrarono di ruolo docenti appena diplomati o laureati senza abilitazione. Qui si chiede di abilitare con il tfa ad accesso diretto chi ha almeno 360 giorni di servizio frequentando e dando un esame finale...con la consapevolezza che passarlo non sarà facile e non sarà una sanatoria!

 
13/09/2011 - Guidare senza veder la strada (enrico maranzana)

“Il reclutamento diretto degli insegnanti è un primo importante passo, in prospettiva l’autonomia delle scuole dovrà essere rafforzata fino alla piena autonomia finanziaria e di gestione”: se si considera che l’autonomia delle scuole “si sostanzia nella PROGETTAZIONE e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione” [DPR 275/99] si può constatare, scorrendo i POF, che il suo livello di realizzazione è uguale a zero. Rafforzando lo zero si ottiene sempre zero! Anche l’asserzione: “Il reclutamento risponde ancora ad una logica ed a meccanismi impersonali basati essenzialmente sull’anzianità ed in cui non trovano spazio il riconoscimento e la valorizzazione dell’effettiva professionalità del docente” è inconsistente in quanto la scientificità della gestione, condizione necessaria per muoversi in tale direzione, è sconosciuta nella scuola italiana.