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OCSE/ Ricci (Invalsi): dobbiamo investire di più sulla scuola primaria

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No, dalla rivelazione Ocse si evince come il mercato del lavoro sia sempre più alla ricerca di persone con competenze elevate. Quelle del 14enne che lascia gli studi è evidente che sono estremamente limitate.

 

La disoccupazione giovanile nell’area Ocse si attesta al 17%, in Italia al 27,6%. Il divario è anch’esso legato al livello di istruzione?


E’ evidente: siamo penalizzati dal fatto che la percentuale di laureati per classi di età è molto inferiore rispetto a quella delle altri nazioni avanzate. Tali classi sono divise in quinquenni. Tra i 25 e i 29enni italiani, ad esempio, ci sono meno laureati rispetto alla media europea, e il divario aumenta con l’aumentare dell’età. Va da sé che, quindi, la percentuale sul numero totale di abitanti è più bassa.

 

Come dovrebbe cambiare, quindi, il sistema educativo italiano?

 

Dovrebbe insistere ed investire sulla qualità dell’istruzione e sul mantenimento di livelli alti; mettendo in campo la nostra tradizione ma mettendosi in gioco in chiave comparativa. Significa che dobbiamo iniziare a confrontarci con i nostri naturali termini di paragone, ovvero i Paesi delle economie avanzate. Il che necessita anche di un metodo di valutazione standardizzata, di un modello di raffronto qualitativo sia interno (tra gli istituti formativi italiani) che esterno (con gli altri Paesi).

  

A cosa si riferisce, in particolare: elementari, medie, superiori, o università?



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COMMENTI
14/09/2011 - Occorre entrare nel merito (Giorgio Israel)

Sono soltanto d'accordo con il fatto che la questione della primaria è strategica. Ma non sono d'accordo con questo approccio tecnico-comparativo. "Investire" di più in che senso? In tecnologie, in quattrini, in test? Oppure "investire" su una profonda modifica dell'approccio didattico? (E allora casserei la parola investire). Le resistenze a toccare il modello didattico delle primarie sono enormi (come ho verificato direttamente), ma è là che si annida la catastrofe. Per esempio, nell'insegnamento della matematica. Rifarsi ai modelli esteri "migliori"? Quali? Quelli suggeriti da Ocse-Pisa? Ho scritto un lungo articolo per dimostrare che il modello finlandese è un bluff enorme, soprattutto sulla base delle analisi provenienti da quel paese, che mostrano come le capacità matematiche sono state letteralmente scardinate, a profitto di un approccio che consente soltanto di avere successo nei test Ocse-Pisa. A tale analisi non è stata opposta una sola critica, non una sola obiezione di merito. Che facciamo? Ci mettiamo a insegnare la matematica come in Finlandia? Non è una cosa che la decidono i tecnici, senza entrare nel merito.