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SCUOLA/ Tutte le bufale sul caro libri (di chi non conosce l’inflazione...)

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Alla richiesta esplicita di indicare esattamente i casi (titolo, autore, editore) in cui la regola non è stata rispettata, non si riesce mai ad avere risposte puntuali. Meglio e meno faticoso e responsabilizzante sparare nel mucchio, come fa chi non ama i libri e sta semplicemente cantando un ritornello di successo.

Eppure l’AIE, che ha aggiornato il suo codice nel 2010, in rapporto alle nuove norme in materia di libri di testo proprio perché vi fosse il massimo della trasparenza nei comportamenti dei propri associati, lo ha subito ampiamente propagandato inviandone copia a tutte le scuole e chiedendo la collaborazione di dirigenti e docenti per stroncare sul nascere eventuali scorrettezze.

Fra i comportamenti riprovevoli mi sembra difficile, come taluni vorrebbero, far rientrare aumenti dei prezzi dei libri mediamente inferiori all’inflazione, facili da controllare tra un anno e l’altro attraverso comparazioni oggettive, listino su listino, titolo su titolo.

Un’ultima battuta mi sia consentita sui tetti di spesa che non possono includere i testi consigliati accanto a quelli obbligatori, semplicemente perché si tratta di opere che molto spesso sono già presenti nelle case (dizionari, atlanti, classici della letteratura, ecc.) e che fanno (o dovrebbero) far parte della dotazione di una famiglia, come investimento culturale, come presidio rispetto all’analfabetismo di ritorno, come pronto soccorso quando il computer fa le bizze e la connessione va a rilento. E’ evidente che se ad ogni passaggio di classe si vende tutto ciò che si ritiene non più utile nell’immediato, una piccola biblioteca, almeno dei consigliati, non potrà mai formarsi ed arricchirsi tanto da divenire un piccolo patrimonio di saperi in qualche modo e misura fondamentali e polivalenti.



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COMMENTI
16/09/2011 - Non confondiamo le idee (Pietro De Nicolao)

Evitiamo di mettere insieme una considerazione filosofica sull'importanza culturale dei libri di testo e un'argomentazione tecnica e statistica sul costo dei libri di testo. Di editoria non me ne intendo; come rappresentante degli studenti del CdI della mio Liceo ho dovuto combattere, l'anno scorso, contro uno sforamento generale e ingiustificato dei tetti di spesa. Ho anche scritto all'USR, ma non è successo niente. Il problema non esiste? Non credo proprio. Il resoconto qui: https://pietrodn.wordpress.com/2010/08/24/prezzo-dei-libri-di-testo-alleinstein-oltre-ogni-limite/ Quest'anno la situazione è più contenuta, ma finché non esisteranno punizioni per docenti e presidi inadempienti il problema non verrà mai risolto. È pure vero che spesso si mettono tra i testi "consigliati" libri *di scuola* (non romanzi, dizionari, letture e grandi classici) per non sforare il tetto di spesa, ed è una pratica gravemente scorretta. E per favore, non diamo retta alle "interviste ai passanti" dei Tg. Non ho visto nulla di più idiota. Le associazioni dei consumatori hanno fatto nel tempo rilevazioni su campioni discretamente ampi, che confermano il problema nelle scuole.

 
16/09/2011 - Il problema dei libri è la qualità, non il costo (Sergio Palazzi)

"Sono totalmente d'accordo a metà", diceva un famoso pensatore. E' certo orrenda l'idea di testi scolastici usa e getta, come abitucci da rivendere a fine stagione. Io magari esagero, visto che conservo in casa tre generazioni di libri scolastici, ma credo sia folle non tenere almeno quel nucleo essenziale di testi che ti dovrebbero servire nella vita, e/o che sono il ricordo di momenti intensi. Riapro ancora l'umile e chiara antologia del Pazzaglia... Ma, appunto: esistono ancora testi che val la pena di conservare per la loro utilità e/o come reliquie di emozioni? Quel po' di studi che ho dedicato alla cosa, e molti altri che ho esaminato, convergono sulla difficoltà di trovare libri che non siano ripetizioni rimasticate del risaputo, di quel che un insegnante mediocre si aspetta di trovarci per mediocri lezioni. Quanti bei libri stranieri vengono stravolti nelle edizioni nostrane per seguire questo malcostume provinciale? Di recente sembra almeno regredire la tendenza alla grafica da catalogo turistico, farraginosa di immagini, che ammorbava quelli di qualche anno fa, spero non sia solo per un problema di costi. Libri simili possono veicolare il senso del Sapere, per l'oggi e da custodire per il futuro, o testimoniare emozioni? valgono il loro prezzo? Per preparare le mie lezioni di chimica, alla letteratura aggiornata in real time via web affianco testi vecchi di decenni: libri freschi e nuovi, che i miei studenti possano usare e poi conservare come tesori, dove li trovo?