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SCUOLA/ Studiare la grammatica non serve a sapere la teoria, ma a vivere meglio

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Ogni parte di frase può comportarsi così: [Giovanni] mangia [la pizza] > [Giovanni (che legge molti libri)] mangia [la pizza (che ha comprato al bar)] > [Giovanni (che legge molti libri (che gli regalano gli amici))] mangia [la pizza (che ha comprato al bar (che sta sotto casa))] > [Giovanni (che legge molti libri (che gli regalano gli amici (che …)))] mangia [la pizza (che ha comprato al bar (che sta sotto casa (che …)))].

Applicando il sistema al contrario, abbiamo un potente mezzo di comprensione: qualunque frase di dieci righe di autore latino (o di Boccaccio), tolte espansioni varie e modificatori di diverso tipo, probabilmente si riduce a due segmenti: il gruppo del soggetto e il gruppo del predicato, più qualche informazione circostanziale aggiunta. "Quando si accorse (che i rimanenti erano troppo lenti) (e che alcuni (abbandonata la battaglia), si allontanavano dal luogo (per evitare le frecce))], (preso lo scudo a un soldato), (poiché egli era venuto senza scudo)[Ø], [avanzò in prima linea e, (chiamati i centurioni per nome), esortò i rimanenti soldati (a portare avanti le bandiere) e comandò (di aprire i manipoli)]". Cioè: "Quando si accorse di una certa cosa (circostanziale), [qualcuno] (gruppo del soggetto) [fece una serie di cose] (gruppo del predicato)". (Forse si è capito che mi piacciono molto le parentesi della matematica).

La sintassi, vista così, non coincide con la nostra analisi logica. Lepschy-Lepschy hanno segnalato già alla fine degli anni ’80 “sedici punti di sintassi”: per esempio l’ordine di parole e la frase marcata, l’uso dell’articolo in funzione di noto-non noto, la posizione degli aggettivi (restrittivi o descrittivi). Questi fenomeni spostano l’attenzione sulla complessità e la varietà dei problemi sintattici, al di là della trattazione tradizionale nei manuali scolastici della frase semplice e complessa.

Un altro principio sintattico riguarda il fatto che nella lingua umana le parole si compongono in modo da costituire una struttura, e non una semplice successione lineare (Noam Chomsky). Come ha ricordato Andrea Moro, neanche le scimmie più addestrate capaci di comprendere il significato di un gran numero di parole superano la successione mangiare banana. Il bambino invece sa formulare molto presto una combinazione sintattica come [la sedia (di papà)]; questo gruppo, che si riferisce a un oggetto unico, è composto di un oggetto posto in relazione con un altro (possessore/posseduto), e sintatticamente è una gerarchia fatta di un gruppo [la sedia] contenente al suo interno un altro gruppo gerarchicamente minore (di papà) secondo un rapporto di dipendenza e di inclusione.

Ci sono diversi modi per rendersi conto della struttura diversa di successioni lineari simili come: Gianni ha portato dentro lo specchio / Gianni ha guardato dentro lo specchio (è dentro che Gianni ha portato lo specchio / è dentro lo specchio che Gianni ha guardato). Sono i gruppi di parole vincolate fra loro ad essere diversi: Gianni ha (portato dentro) lo specchio / Gianni ha guardato (dentro lo specchio), dove la parola dentro fa in una frase da modificatore del verbo e nell’altra da preposizione del nome. Famoso l’esempio di frase ambigua, finché non si rappresentano i gruppi sintattici: Nico guarda le ragazze con gli occhiali (chi ha gli occhiali, Nico o le ragazze?) > Nico guarda [le ragazze (con gli occhiali)] / Nico [guarda (le ragazze) (con gli occhiali)].



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COMMENTI
02/09/2011 - Il problema di chi... (Giorgio Ragazzini)

...critica i limiti e le lacune della grammatica tradizionale - su cui loro stessi si sono egregiamente formati al punto da dedicarsi alla linguistica - è proporre una didattica veramente convincente, che tra l'altro si possa compendiare in un manuale efficace. I tentativi degli ultimi decenni non ci sono riusciti.

 
02/09/2011 - Elevare il punto d'osservazione (enrico maranzana)

“La grammatica non deve partire dalle classi e dalle definizioni, e nemmeno partire dai testi per tornare alle definizioni e alle classi, ma debba puntare sull’osservazione dinamica dei meccanismi di coesione e di coerenza” è un assunto che ripropone l’abbandono dell’insegnamento di regole, di nozioni per orientarsi verso la promozione di competenze attraverso l’esperienza, collocando gli studenti in specifiche situazioni operative in cui devono orientarsi, ottenere e validare i risultati. Proprio come avviene per le traduzioni di latino e di greco che la ristruttuazione Gelmini ha sacrificato. Le indicazioni nazionali invece, incuranti del dettato dei nuovi regolamenti (gerarchicamente sovraordinati) che privilegino l’attività laboratoriale (CFR all A licei), continuino a essere discipline centrici: alle scuole dicono che non sono le capacità degli studenti il fine dell’insegnamento ma l’acquisizione di conoscenze e di abilità che la legge ha definito strumento del corpo docente per la progettazione di itinerari educativi e formativi UNITARI.