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SCUOLA/ "Senza oneri per lo Stato": perché i cattolici sono stati sconfitti?

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Giovanni Gentile (1875-1944; immagine d'archivio)  Giovanni Gentile (1875-1944; immagine d'archivio)

A monte di questa posizione sta una concezione che vede l’educazione come parte necessaria nella dinamica relazionale tra i soggetti concreti (ogni singolo uomo) e quindi tra le diverse generazioni; a valle stanno le modalità dell’organizzazione scolastica e delle forme di insegnamento (didattica) che si presentano quindi necessariamente come “plurali”, differenziate cioè a partire dalle diverse condizioni dei singoli e del contesto in cui la scuola si colloca.

Questa impostazione, che ha a lungo rappresentato un cardine della concezione politica dei cattolici, come tale si presenta, dopo la parentesi del fascismo, all’appuntamento costituito dalla ricostruzione politica e culturale prima che materiale, in cui tutto il paese si trova impegnato dopo la sconfitta. All’Assemblea Costituente si confrontano le differenti linee culturali e politiche presenti in Italia. Sul tema della scuola i cattolici riuniti nella Democrazia Cristiana, in particolare attraverso la voce di Moro, rendono presenti le ragioni della scuola e della libertà e indicando scelte che saranno accolte e qualificheranno gli articoli riguardanti famiglia e scuola, non a caso raccolti sotto un unico titolo: “rapporti etico-sociali”. Può sembrare strano, ma le scelte concrete degli anni successivi saranno però dominate da una questione legata ad un aspetto economico introdotta con il famosissimo emendamento Corbino (accettato in aula da Dossetti) che aggiunge al testo concordato dell’art.33 cinque parole: “...senza oneri per lo Stato”. Sarà in queste poche parole la chiave per vanificare le belle indicazioni contenute agli artt. 29 e 33 che rimarranno pure “affermazioni di principio”, tanto da essere negli anni successivi intenzionalmente ignorate anche dal legislatore e, negli ultimi decenni, tanto da scomparire addirittura dal linguaggio e dalla mentalità con cui viene letto oggi il tema “scuola” nel nostro paese anche da chi si richiama esplicitamente ad una posizione  culturalmente “cattolica”.

Indagare le ragioni e i percorsi attraverso cui si è arrivati a ciò e le pesanti conseguenze portate da questa scelta non alla chiesa o ai cattolici ma alla società italiana e al suo sistema formativo, rende necessario ampliare lo sguardo anche ad altri aspetti della politica e della cultura che segnano le differenti fasi della storia nazionale di questi ultimi 60 anni. E su questo ritorneremo.

 

(2 - continua)



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