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SCUOLA/ La guerra delle paritarie contagia anche la Spagna

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Il primo governo del socialista Felipe González, nel 1985, ha istituito il sistema della parificate che regola il pagamento degli stipendi degli insegnanti nelle scuole di iniziativa sociale. Lo Stato non ha speso soldi per l’acquisto di terreni o nella loro costruzione. Queste scuole sono pubbliche, anche se non sono gestite direttamente dallo Stato. Non è un problema, come alcuni sostengono, che i genitori o i fondatori gli abbiano dato un’identità. Al contrario, è segno di una democrazia veramente laica.

La nascita di scuole parificate varia a seconda delle Comunità Autonome: quelle socialiste, generalmente, ne hanno rallentato lo sviluppo. Ma in alcuni casi, come i Paesi Baschi o la Comunità di Madrid, arriva a coprire circa il 40% dell’offerta di istruzione. Secondo l’associazione delle scuole private, la Cece, se si arrivasse al 50% si avrebbe un risparmio di 14.000 milioni di euro. Stiamo parlando di una cifra importante. Un sistema più economico e più efficace.

L’insuccesso scolastico nelle scuole pubbliche gestite dallo Stato è del 33% e in quelle parificate del 14%. Gli insegnanti delle parificate lavorano già di più. I dati parlano chiaro: la sussidiarietà è più conveniente per lo Stato e permette di garantire realmente la libertà di scelta. Non stiamo parlando dei privilegi della scuola cattolica, parliamo di considerare come pubblica la scuola comunista, la scuola ebraica e qualsiasi altra scuola che sia stata creata dal basso, che abbia avuto sostegno, che abbia ottenuto risultati migliori e che vuole sottoporsi a determinati controlli.

Tuttavia, questa non è una battaglia per creare solamente una coscienza tra i politici. È necessario anche un cambiamento di mentalità nel mondo cattolico. Dall’inizio del XIX secolo, quando ha preso forma lo stato nazionale contemporaneo, i cattolici spagnoli sono stati troppo ossessionati dal fatto che il governo dovesse garantire una buona istruzione e persino una buona dottrina. Ora si tratta di creare opere, aprire spazi e superare un dualismo che riduce l’esperienza cristiana all’ispirazione delegando tutto il resto. La sussidiarietà è un esercizio che comincia da sé.



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COMMENTI
21/09/2011 - scuola (badesso luciano)

Detto bene, anche la Spagna, perchè il governo Berlusconi, che nel programma elettorale aveva parlato di "libertà educativa", in fatto di lotta alle paritarie non si sta facendo mancare nulla. Tremonti e Gelmini ne vogliono la chiusura.