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SCUOLA/ La guerra delle paritarie contagia anche la Spagna

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In Spagna la piazza torna a far notizia. I penultimi che hanno manifestato sono stati “gli indignati”: hanno cominciato chiedendo una democrazia reale e hanno finito maltrattando i pellegrini della Gmg. Gli ultimi sono stati i rappresentanti dei sindacati degli insegnanti della pubblica istruzione.

Naturalmente, non hanno nulla a che fare con i membri violenti del movimento 15M. Si tratta di gente molto più educata e civile degli indignati che c’erano ad agosto nella capitale spagnola. Si tratta di funzionari che hanno un lavoro a tempo indeterminato. Non maltrattano nessuno, almeno fisicamente. Protestano perché alcune Comunità Autonome, in cui governa il Partito Popolare, hanno deciso di aumentare il numero di ore di lezione che devono impartire.

Martedì 13 settembre, giorno di inaugurazione dell’anno scolastico a Madrid, hanno indetto uno sciopero nelle scuole pubbliche. I loro portavoce e sostenitori hanno finito per criticare la scuola cattolica, perché riceve fondi dalle casse dello Stato. Alla fine ha avuto ragione il grande Jiménez Lozano, che molto tempo fa ha denunciato il fatto che in Spagna tutto finisce sempre per essere clericale, anche e soprattutto, ciò che è anticlericale.

Quello che manca è un dibattito veramente laico. Oppure, che è lo stesso, iniziare a parlare seriamente di quello che è realmente pubblico. Il nostro Paese ha ereditato una tradizione statalista rafforzata dal franchismo e potenziata dal socialismo. Lo sciopero degli insegnanti è un buona occasione per cominciare a parlare della “legittimità” di destinare denaro pubblico alle opere educative di iniziativa sociale. In questo consiste il principio di sussidiarietà.

I conti delle Comunità Autonome non reggono più. I dati di deficit che sono stati presentati all’inizio di settembre mostrano che nel primo semestre dell’anno è stata raggiunta la percentuale prevista per tutto l’anno. E quando si tratta di “sistemare” le cose, si “spara” contro “l’altra” istruzione pubblica.



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COMMENTI
21/09/2011 - scuola (badesso luciano)

Detto bene, anche la Spagna, perchè il governo Berlusconi, che nel programma elettorale aveva parlato di "libertà educativa", in fatto di lotta alle paritarie non si sta facendo mancare nulla. Tremonti e Gelmini ne vogliono la chiusura.