BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Dal bando ai quiz, tutti gli svarioni di un concorso dirigenti che "s'ha da fare"...

Pubblicazione:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Ricordiamo che il concorso alla dirigenza attualmente è l’unica forma di carriera professionale, oltre che di significativa crescita economica (si fa per dire...)  nella scuola italiana. E’ curioso però notare che a questa carriera non aspira più del 5% dei docenti italiani. 

Quindi, ecco che l’andamento del concorso e gli stessi test mantengono molti elementi che saranno fonte di italiche contese, di fatto già abbondantemente cominciate nelle aule dei TAR (a Roma già migliaia di ricorsi) e del Parlamento. Alcune di queste contese sono solo pretestuose (ivi compreso chi ha fatto mandare la polizia postale al MIUR per controllare eventuali brogli) e mirano esplicitamente a “far saltare” il concorso: il che sarebbe una delle più grandi iatture per la scuola italiana.

Trascurando riflessioni più generali su tutta la forma di reclutamento imposta dalle leggi e dalla prassi nostrana ed omettendo di soffermarsi sul compenso assegnato agli estensori (25 euro a quesito: due righe con quattro risposte), anche voci autorevoli come quella di Norberto Bottani si sono levate a segnalare incongruenze e problemi, contraddizioni e assurdità.

La questione principale in gioco (tolte le rettifiche o eliminazioni che il MIUR dovrà per forza fare) sta nel fatto che gran parte dei test non hanno quasi nulla a che fare con l’esercizio quotidiano della professione per la quale avverrà la selezione. Inoltre, aver puntato tutto solo sulle nozioni ed aver eliminato qualsiasi verifica di abilità, pone una forte ipoteca sul tipo di “figura professionale” che verrà selezionata per accedere alle successive fasi del concorso. Cioè: rischiamo di perdere i migliori.

E, attenzione: non si tratta qui di riprendere la ritrita questione se i test siano o no uno strumento utile per valutare e selezionare. Qui si tratta di “questi test”: una scrittura costellata di errori (in diversi casi anche di battitura, cioè non rivisti), con  oscurità di forma (è il caso in particolare dell’area socio-psico-pedagogica, dove le risposte elencate sono costituite da una forte opinabilità), fino ad alcune cadute madornali.

Tenendo presente che i test sono a risposta chiusa e che alla domanda fanno seguire quattro risposte tra le quali individuare quella esatta, cominciamo dai quesiti 371 e 372  dell’area 1, dove si parla del “Provveditore agli Studi”, una figura che lo stesso Ministero ha eliminato con la propria riforma. Oppure guardiamo al quesito n. 615 dell’area 4, dove l’apprendimento attivo consiste nel fatto “che gli studenti si muovono”! Poveri pedagogisti! O ancora il caso segnalato da Bottani del quesito 74 dell’Area 4 dove è chiesto di calcolare la velocità di lettura in sillabe/secondo per studenti normodotati!



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
26/09/2011 - Grazie (MARIANO CHIARION)

Grazie Presidente per questo intervento. Una prova preselettiva così strutturata deprime perché è nozionistica e per nulla coerente con il profilo di un futuro Dirigente scolastico.

 
26/09/2011 - concorso o telequiz? (Miriam Teodori)

"il concorso alla dirigenza attualmente è l’unica forma di carriera professionale nella scuola pubblica", afferma il dott. Pellegatta. Il problema è, a mio avviso, che il presente concorso alla dirigenza ha poco o nulla a che fare con la professione e la professionalità dell'insegnante. Basta leggere con attenzione i quiz predisposti per la preselezione: sono nozionistici, spesso pongono questioni di rilevanza minima, non mettono in gioco l'esperienza che ogni docente ha maturato "sul campo", non valorizzano le strategie organizzative e progettuali che ogni docente mette in atto quotidianamente, a contatto con la realtà della scuola, della classe, del singolo alunno. Sapere come si dice in inglese "una rondine non fa primavera" non prova alcuna competenza linguistica e professionale; quesiti come questo richiamano alla mente altri contesti, spettacoli televisivi a premi dove si vince se si è fortunati... ed è triste pensare che la stessa tipologia di domande è quella che determina l'ammissione a corsi universitari quali ingegneria o medicina. Un bravo insegnante sa che non bisogna generare frustrazione nell'alunno, ma fare tesoro delle positività che l'alunno dimostra, rinforzando la sua autostima. Un bravo insegnante sa che il nozionismo è sterile. Perché selezionare dirigenti in questo modo? Ma lo sappiamo bene, sulla scuola intervengono sempre persone che a scuola, ad insegnare, non ci sono mai state.