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SCUOLA/ Dal bando ai quiz, tutti gli svarioni di un concorso dirigenti che "s'ha da fare"...

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Non si tratta solo di contrastare la logica di chi sta tentando il “tanto peggio tanto meglio” o solo di superare questa ulteriore caduta di credibilità dell’istituzione pubblica (che tra l’altro rischia di compromettere anche la credibilità di INVALSI e ANSAS supervisori): si tratta, per ora e con determinazione, di fare di tutto per garantire livelli minimi di funzionamento del concorso, salvaguardando in questo modo la possibilità di lavorare a chi si sta preparando seriamente e si dedica alla scuola con passione e vocazione (parole che dovevano essere più curate - ce lo si lasci dire - dagli estensori dei test). 

E poi mi auguro ci si metta una buona volta a rivedere tutta la partita del reclutamento (non solo dei dirigenti). Non ha detto il Ministro che la cosa le sta molto a cuore?



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COMMENTI
26/09/2011 - Grazie (MARIANO CHIARION)

Grazie Presidente per questo intervento. Una prova preselettiva così strutturata deprime perché è nozionistica e per nulla coerente con il profilo di un futuro Dirigente scolastico.

 
26/09/2011 - concorso o telequiz? (Miriam Teodori)

"il concorso alla dirigenza attualmente è l’unica forma di carriera professionale nella scuola pubblica", afferma il dott. Pellegatta. Il problema è, a mio avviso, che il presente concorso alla dirigenza ha poco o nulla a che fare con la professione e la professionalità dell'insegnante. Basta leggere con attenzione i quiz predisposti per la preselezione: sono nozionistici, spesso pongono questioni di rilevanza minima, non mettono in gioco l'esperienza che ogni docente ha maturato "sul campo", non valorizzano le strategie organizzative e progettuali che ogni docente mette in atto quotidianamente, a contatto con la realtà della scuola, della classe, del singolo alunno. Sapere come si dice in inglese "una rondine non fa primavera" non prova alcuna competenza linguistica e professionale; quesiti come questo richiamano alla mente altri contesti, spettacoli televisivi a premi dove si vince se si è fortunati... ed è triste pensare che la stessa tipologia di domande è quella che determina l'ammissione a corsi universitari quali ingegneria o medicina. Un bravo insegnante sa che non bisogna generare frustrazione nell'alunno, ma fare tesoro delle positività che l'alunno dimostra, rinforzando la sua autostima. Un bravo insegnante sa che il nozionismo è sterile. Perché selezionare dirigenti in questo modo? Ma lo sappiamo bene, sulla scuola intervengono sempre persone che a scuola, ad insegnare, non ci sono mai state.