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SCUOLA/ Perché un bambino contento impara di più?

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Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)  Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)

Qual è il valore aggiunto dell’uso di una ragione allargata, che ricorra in particolare all’intelligenza emotiva? È possibile misurarlo in ogni campo applicativo, che richieda capacità relazionali: costruzione identitaria, capacità affettiva, coesione sociale, professionalità lavorativa, responsabilità politica. In campo educativo sono almeno sette gli ambiti in cui l’uso dell’intelligenza emotiva fa riscontrare un miglioramento: la capacità d’apprendimento, la possibilità di una crescita integrale, la capacità di agire costruttivamente e di affrontare positivamente le difficoltà comportamentali, la didattica, la professione docente, il rapporto tra istruzione ed educazione, l’ambiente scolastico, la genitorialità.

Apprendimento. Una delle cause delle difficoltà d’apprendimento è la mancanza di flessibilità cognitiva, che reitera processi, strategie, operazioni e contenuti già acquisiti, e rende molto difficile la metabolizzazione di nuovi. È la novità la discriminante tra flessibilità e rigidità cognitive, e la novità è parametro dell’intelligenza emotiva: senza curiosità, interesse, fascino, desiderio, attrattiva, passione, aspettativa, aspirazione, ispirazione, anelito, ardore per la conoscenza non si impara. A un livello parallelo, ma diverso, non si impara senza sensibilità, piacere, sapore, gusto: i Programmi didattici del ’55 parlavano del “gusto di imparare”. A un livello ulteriore dell’intelligenza emotiva tutta l’avventura della conoscenza scientifica è stata resa possibile da fiducia, sicurezza, audacia, sorpresa, meraviglia, ammirazione: “solo lo stupore conosce”.

A un livello ancora ulteriore gli stati gioiosi incrementano l’attività cerebrale e favoriscono l’apprendimento, mentre gli stati tristi e depressivi diminuiscono l’attività cerebrale, inibendo la capacità d’apprendimento: un bambino contento impara di più. I risultati sono stati misurati in termini di successo scolastico e accademico (votazione media ottenuta) in matematica, nelle discipline linguistiche, artistiche e sociali; in un miglioramento progressivo degli esiti scolastici nel tempo; nella diminuzione delle difficoltà d’apprendimento; nell’assenza di cadute del rendimento scolastico; in una maggiore capacità di pianificare la soluzione dei problemi; nell’uso di strategie di pensiero più astratte e complesse; nella maggiore capacità di imparare ad imparare, nel coinvolgimento personale nel processo d’apprendimento, nella motivazione a proseguire l’iter formativo, nella diminuzione del tasso d’abbandono scolastico, nella facilitazione del passaggio tra livelli scolastici.

Paradossalmente è proprio la razionalità moderna che, avendo espulso da sé la ragione emotiva, è diventata la causa delle proprie difficoltà. Ogni volta che la scuola si attesta su un livello unicamente istruttivo, obbliga la ragione a una modalità operativa che rende difficile imparare. È un’istruzione dis-integrata dall’educazione, ovvero da un uso integrale della ragione, la causa di molti fallimenti scolastici.



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