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SCUOLA/ Perché un bambino contento impara di più?

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Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)  Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)

Didattica. L’insegnante di Fisica enuncia: “A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Ossia F12=F21” e scrive la formula alla lavagna, poi si volta e chiede: “È chiaro?”. “Chiarissimo prof. È una cosa che si mangia?”. “No, non lo mangi. Ma il terzo principio della dinamica lo usi tutti i giorni, come altre leggi della meccanica. L’attrito, per esempio, è la forza che regola la frizione del tuo motorino”. “Sì, prof., ma è teoria. Non mi serve [nda. intelligenza emotiva]. Non capisco nulla [nda. razionalità]”. È stato facendosi carico di quell’urgenza costantemente attiva, che è l’intelligenza emotiva, che dalla collaborazione tra il liceo scientifico, in cui si verificò questo episodio, e la Ducati è nato “Fisica in Moto”, un laboratorio didattico interattivo di Fisica per le scuole superiori, dove il processo d’apprendimento dei principi fisici costituisce un’esperienza (condizione della conoscenza), che parte dalla realtà (osservazione) di un oggetto d’interesse (intelligenza emotiva). Un approccio didattico che ripristina la ragione integrale, e che così ottiene il successo scolastico e dell’alunno e della scuola.

Un approccio didattico simile è quello degli insegnanti di Lettere che ritengono scopo dell’insegnamento della letteratura in primo luogo il gusto della lettura, che rende i ragazzi lettori appassionati, perché sarà la passione a far nascere in loro l’attitudine ad approfondire il testo (razionalità).

Professione docente. A parità di preparazione disciplinare un insegnante ottiene maggiori o minori risultati in termini di impegno nello studio e di crescita dei ragazzi, se farà trapelare dal suo operare la passione o il disinteresse per il proprio lavoro e i contenuti della propria disciplina; se persuaderà alla fatica dell’impegno con proposte interessanti e significative piuttosto che scontate e noiose; se instaurerà in classe un clima sereno o ansiogeno; se riporrà fiducia o meno nei suoi studenti; se mostrerà per i ragazzi rispetto e stima, piuttosto che nervosismo e antipatia, se sottolineerà o meno il valore delle differenze individuali, ecc. L’emotività (la passione per l’insegnamento, l’interesse dei contenuti proposti, la serenità del clima instaurato, la fiducia riposta nella libertà dei ragazzi, il rispetto e la stima per la loro persona, ecc.) educa.

Della ricaduta dell’uso della ragione emotiva sulla professione docente è stata misurata in particolare una maggiore soddisfazione degli insegnanti; una maggiore percezione di autoefficacia (capacità di gestire la classe, di motivare e coinvolgere gli studenti, di utilizzare strategie didattiche adeguate, di ottenere migliori risultati di apprendimento), la prevenzione del burnout (profonda insoddisfazione, alienazione lavorativa, insorgenza di disturbi psicofisici).



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