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SCUOLA/ Toccafondi (Pdl): governo battuto? Siamo pronti a una legge col Pd

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Il governo è stato battuto per 24 voti su un ordine del giorno del Pd riguardante la ripartizione dei fondi dell’8 per mille destinati allo Stato. Non è un buon segno per la salute politica dell’esecutivo, che ogni giorno - o quasi - finisce in minoranza. L’Odg, a firma Antonino Russo, impegnava il governo a rimetter mano alla legge 20 maggio 1985, n.222, in modo tale da inserire tra i destinatari dell’8 per mille esplicitamente indicati nelle dichiarazioni dei contribuenti anche la “scuola pubblica”. Una quota da destinare soprattutto al mantenimento degli edifici, alla messa insicurezza secondo gli adeguamenti normativi.

«È vero, il governo è stato battuto» spiega a Ilsussidiario.net Gabriele Toccafondi, deputato del Pdl «ma rendiamoci conto che si trattava solo di un ordine del giorno, cioè di un atto che sollecita l’operato del governo in una certa direzione. Al lato pratico, cioè gli spazi (e dunque i destinatari) che il contribuente potrà firmare in dichiarazione, rispetto a ieri naturalmente non cambia nulla. Ma se la direzione è quella della piena parità tra scuola statale e non statale, noi siamo sempre disponibili». Perché allora il governo era contrario all’emendamento? «Per un principio generale» replica Toccafondi. «Perché più vai a specificare che cosa lo Stato deve fare con quei soldi, più si amplia la platea di soggetti possibili destinatari. Perché le scuole sì e le organizzazioni non governative no? Di necessità ce ne sono tante, ora è lo Stato a decidere a chi darli. Potrebbe essere, per esempio, che in una certa situazione i beni culturali necessitino di fondi immediati più di altri ambiti».

Nell’ordine del giorno Russo c’è però l’inserimento tra ai destinatari della scuola pubblica. Dunque statale e non statale, e si sa che soprattutto quest’ultima è in grave sofferenza. Molte scuole, in altre parole, stanno chiudendo per mancanza di fondi. «Lo sappiamo bene. Quello che ci ha fatto piacere è che dai banchi del Pd alcuni deputati si siano alzati dicendo che doveva essere chiaro che con “scuola pubblica” si intendono scuole statali e non statali. La cosa ci fa piacere, perché su molti esponenti dell’opposizione non metterei la mano sul fuoco... Questa volta invece si è levato qualche timido applauso. Bene: allora firmiamo insieme una proposta di legge per arrivare alla parità reale, non solo quella giuridica ma anche quella economica. Se quello del Pd è un segnale serio, noi siamo pronti».



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COMMENTI
30/09/2011 - scuola paritaria (badesso luciano)

E' inutile fare a nascondino. Il centro destra ha chiesto voti per una libera scelta educativa ed ora invece sta sporcamente truffando. Gioca a far chiudere senza storie le scuole paritarie.

 
29/09/2011 - L'esopico Toccafondi (Giuseppe Crippa)

E' apprezzabile la reattività de Il Sussidiario che intervista un parlamentare esperto di problemi scolastici immediatamente dopo la sconfitta della maggioranza (non del governo) su di un ordine del giorno finalizzato ad inserire tra i destinatari dell’8 per mille esplicitamente indicati nelle dichiarazioni dei contribuenti anche la “scuola pubblica”. Un po' meno, invece, l'inutile “provocazione” di Toccafondi nei confronti del Pd che viene sollecitato a lavorare insieme a una proposta di legge per arrivare ad una parità vera tra scuola privata e scuola statale. Proprio la votazione odierna mostra che una teorica maggioranza per raggiungere lo scopo ci sarebbe già, e senza coinvolgere il PD: basterebbe che il centro destra lo chiedesse al terzo polo, che Toccafondi ignora totalmente. Ma Toccafondi sa bene di essere su questo tema in netta minoranza in un Pdl statalista quanto il Pd e con una Lega che alla scuola antepone i Cobas del latte cui sta regalando più di 3 miliardi, e preferisce guardare al Pd: mi sembra quasi la volpe di fronte all'uva nella celeberrima favola di Esopo.