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SCUOLA/ Una prof: gli studenti non cercano funzionari, ma adulti appassionati

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Peccato che io non ho mai preso lo stipendio nei mesi estivi, forse loro sì. Perché così è il reclutamento nella scuola per una fetta molto significativa, vieni assunto in un qualsiasi giorno di settembre, da un momento all’altro senza poterti organizzare, e vieni licenziato il 30 giugno dell’anno successivo. Qualsiasi genitore può accorgersi di quanto turnover sia presente nelle classi dei figli. Le varie teorie che si leggono ultimamente sui giornali in merito a possibili nuove forme  di reclutamento del personale temo non siano altro che parole prive di una vera conoscenza di ciò che è realmente la scuola, nuove oziose elucubrazioni di un mondo che in realtà non si conosce.

Queste righe non sono un lamento, uno sfogo, sono la rilevazione di fatti che umiliano il lavoro della persona e le aspettative delle famiglie italiane rispetto all’educazione dei propri figli. La scuola statale sta ancora in piedi grazie a uomini e donne che lavorano con dedizione e motivazione. Gli insegnanti non sono tutti lavativi! Ci sono dirigenti che hanno a cuore la propria scuola e nonostante le diverse difficoltà e il sistema perverso di reclutamento riescono comunque ad offrire un servizio di qualità alle famiglie. Chi rovina la scuola sono, a mio parere, quelli che la intendono come un meccanismo burocratico. Perché le assicuro che quando in una scuola il dirigente guarda in faccia i propri insegnanti, e li tratta da professionisti e da persone e non come numeri di una graduatoria, le cose funzionano. Che cosa importa di più in una scuola se non che i ragazzi possano incontrare degli adulti appassionati, con una visione positiva della vita? Nessuna burocrazia potrà mai garantire questo.

 

Rita De Cillis, insegnante



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COMMENTI
03/09/2011 - La scuola? Un’orchestra senza Maestro (Vincenzo Pascuzzi)

Due osservazioni. La 1ª relativa alla dichiarazione di essere “nauseata dal sistema così disumano di reclutamento del personale”. Oltre alla dis-umanità, il sistema di reclutamento risulta dispendioso in termini economici, di spreco di tempo e di risorse umane considerate gratuite e dovute. Pensiamo ai neo-assunti. Sono 30.482 insegnanti e 36.488 ata che hanno passato l’estate a tenere d’occhio le loro posizioni in graduatoria e le disponibilità di cattedre. Con loro 66.960 famiglie hanno avuto le ferie stravolte o annullate. Con loro molti impiegati dei Provveditorati e delle scuole. Nessuno contabilizza i costi di questa attività burocratica. Nessuno fa su di essa confronti internazionali! Una macchina burocratica simile si sta mettendo in moto per selezionare 2.386 d.s. su 42.158 candidati, con l’ausilio di una prova filtro basata su 5.750 quiz (detta “quizziario-scemenziario”). Gerarchia e burocrazia si sovrappongono alle attività vere ed essenziali. C’è come un’inversione di ruoli. La 2ª osservazione riguarda la frase:“La scuola statale sta ancora in piedi grazie a uomini e donne che lavorano con dedizione e motivazione”. Bisognerebbe aggiungere “malgrado i tagli, le riforme, l’azione dei vari ministri”. Gelmini, in carica da 3 anni, continua a fare annunci e promesse ma miglioramenti reali non se ne vedono. La scuola è un po’ come un’orchestra con bravi e appassionati suonatori ma senza un Direttore che sia veramente tale. Anzi!