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SCUOLA/ Il sindacalista (Cisl): ecco chi ha fatto "pagare" ai prof il salto degli scatti

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Insegnanti sul piede di guerra: sfumata la possibilità di ricevere il promesso scatto economico di anzianità in busta paga. E' quanto comunica la Corte dei Conti che nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2010 comunica la "non disponibilità di risorse da destinare al recupero dell'utilità dell'anno 2010 ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali del personale del comparto scuola". Linguaggio estremamente complicato e burocratico che in pratica vuol dire una cosa sola: non ci sono i soldi per pagare il promesso scatto di anzianità agli insegnanti che hanno maturato tale scatto nel 2011. Il problema tocca una cifra di circa 400mila tra docenti e Ata, che rischiano di non veder più l'aumento che aspettavano da sei anni.

Immediate le proteste sindacali: a fine ottobre è già in programma una manifestazione unitaria di protesta contro il mancato aumento. IlSussidiario.net ha parlato con Silvio Colombini, segretario regionale della Cisl Lombardia, per cercare di capire cosa sia successo esattamente e che prospettive ci siano adesso per risolvere la situazione. "Al momento" ci ha detto Colombini "stiamo procedendo tramite la nostra segreteria nazionale a una verifica di quanto comunicato dalla Corte dei conti per capire come mai non è stato tenuto l'obbiettivo di contenimento della spesa per il personale". Questo promesso scatto economico di anzianità come era stato concordato? "Era frutto" spiega Colombini "di un accordo di contrattazione che sostanzialmente prometteva di mettere in circolo alcuni risparmi di sistema per garantire la copertura dello scatto di anzianità".

Risparmi che evidentemente non ci sono stati: come pensate sia possibile adesso recuperare questi soldi? "Stiamo appunto chiedendo delle verifiche sui conti, anche perché l'aumento degli insegnanti di sostegno ha procurato innalzamento di costi. L'aumento dei docenti di sostegno è qualcosa che consegue all'applicazione di alcune sentenze del tutto motivate e giuste per garantire i diritti dei più deboli. Queste sentenze però non possono esser imputate a una parte sola, e cioè i lavoratori, facendo loro pagare il costo degli aumenti. E soprattutto non può ora essere l'elemento che fa la differenza, in quanto al momento dell'accordo tutte le prospettive e le proiezioni erano fatte su ciò che si conosceva. Una norma che è sopraggiunta dopo non può essere oggi invocata come norma per determinare o meno il raggiungimento dell'obiettivo di risparmio".

E' già stata convocata una manifestazione sindacale di protesta: che risultato pensa possa portare? "Avrà il risultato che l'azione sindacale immediata può avere: una mobilitazione, considerato che i patti vanno rispettati e chi non rispetta i patti deve essere censurato in qualche modo".



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