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SCUOLA/ Per salvare la storia dell’arte facciamo come in Usa

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Particolare del Duomo di Firenze  Particolare del Duomo di Firenze

Tornando alla domanda da cui prende spunto questo articolo, cioè quale spazio abbia la disciplina di storia dell’arte nel curricolo scolastico in Italia, concluderei affermando che in Italia non si può insegnare storia, letteratura, filosofia senza riferirsi alla storia dell’arte. Persino la matematica e l’economia hanno avuto a che fare con la storia dell’arte, come documentano le pratiche di ragioneria applicate nella gestione della Fabbrica del Duomo di Milano fin dalla sua nascita nel XIV secolo o i disegni di Leonardo per il trattato del matematico Luca Pacioli, per ricordare solo alcuni esempi.

L’auspicio è che la scuola coltivi con cura il rapporto generativo con l’arte nel suo sviluppo storico, utilizzando non solo la disciplina di storia dell’arte, ma considerandola anche nei percorsi trasversali interdisciplinari.



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COMMENTI
30/09/2011 - Una difesa mal congeniata (enrico maranzana)

“Quale spazio ha la disciplina di storia dell’arte nel curricolo scolastico in Italia” è una problematica affrontata il 24/9 da Laura Polo D'Ambrosio su questo giornale, che l'ha inquadrato all’interno della normativa vigente affermando “mi devo preoccupare che lo studente sviluppi un’efficace capacità di osservazione, acquisisca padronanza nell’analisi del testo e utilizzi un lessico specialistico”. Le materie di insegnamento sono, infatti, le palestre all’interno delle quali gli studenti coltivano le loro qualità; il concetto “interdisciplinarità”, conseguentemente, DEVE essere fatto derivare dalla sinergia di tutte le attività di classe per il conseguimento del fine istituzionale che, è bene ricordare, corrisponde allo sviluppo e al potenziamento di capacità e di competenze.