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UNIVERSITA’/ Garvey (Usa): senza la fede non si può capire il mondo

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New York (Imagoeconomica)  New York (Imagoeconomica)

L’Università Cattolica ha sede nella capitale della nazione. Come sede della università cattolica nazionale furono prese in considerazione diverse città, ma i vescovi scelsero Washington, DC, perché ritenevano che l’università dovesse giocare un ruolo speciale nella nazione. Il nostro statuto dichiara che vogliamo che i nostri studenti «servano la nazione e il mondo». Le nostre tradizioni naturali formano i nostri studenti, che vivono a studiano in una vivace cultura politica. Allo stesso modo, i nostri studenti danno forma alle nostre tradizioni nazionali e si impegnano politicamente in questioni giuridiche e culturali, in particolare dove vi è bisogno di una voce cattolica.

Qual è l’obiettivo dell’organizzazione del sapere in un’università? È quello di far avanzare la conoscenza o qualcosa d’altro?

Come molte università in America, l’Università Cattolica offre corsi di laurea e di dottorato. Quando i vescovi americani decisero, nel 1866, di creare una università cattolica nazionale, avevano in mente un modello fondato sullo studio e la ricerca, sul tipo di Lovanio, il cui scopo è, come lei dice, di «far avanzare la conoscenza» e di produrre libri, articoli e saggi accademici. Nel 1904, furono introdotti i corsi di laurea, sorti dalla tradizione delle arti liberali, il cui nome deriva dal latino liber, perché si tratta di un’educazione adatta a uomini e donne «liberi». Le arti liberali portano agli studenti un sapere di tipo generale. Un’università, quindi, produce una attività di studio che fa avanzare la discussione in diversi campi di ricerca e trasmette una conoscenza generale ai suoi studenti.

In che modo la tradizione storica della sua università condiziona il suo presente? Questa eredità è in grado di resistere alle sfide attuali?

Il vescovo John Lancaster Spalding, un pioniere dell’idea di un’università cattolica nazionale in America, disse: «Una vera università sarà certamente il luogo sia della saggezza antica che del nuovo sapere; ...sarà al contempo un istituto scientifico, una scuola di cultura e una palestra per il mestiere della vita…». Questo nel maggio del 1888, quando fu posta la prima pietra per il nostro primo edificio. Gli intellettuali cristiani stavano affrontando una crisi. In Gran Bretagna ci si sentiva sempre più liberi di rigettare la fede come cosa infondata. Trent’anni prima, questa acrimonia verso il cristianesimo aveva portato Newman a dire in un sermone del 1856: «...Lo scopo della Santa Sede e della Chiesa cattolica nell’istituire università... è di riunire cose che inizialmente erano unite da Dio e che sono state separate dall’uomo», e cioè fede e ragione. Oggi, le università cattoliche hanno ancora di fronte molti problemi simili a quelli che dovettero affrontare Newman e Spalding. La fede è considerata un ostacolo sulla via della conoscenza e promuovere la morale cristiana è visto come una cosa fuori moda. La nostra missione è di ricercare la conoscenza alla luce della fede e promuovere una vita virtuosa nei nostri studenti. È questa la ragione per cui l’università è stata fondata dai vescovi ed è un fatto intrinseco alla nostra storia.

Avete come obiettivo un modello particolare di università e, nel caso, qual è il modello di riferimento?



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