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UNIVERSITA’/ Garvey (Usa): senza la fede non si può capire il mondo

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New York (Imagoeconomica)  New York (Imagoeconomica)

Attingiamo a diversi modelli. Come già detto, la nostra fondazione è avvenuta nella tradizione di Lovanio, come istituzione dedicata allo studio e alla ricerca. Quando abbiamo introdotto i corsi di laurea, li abbiamo costruiti in base alla tradizione delle arti liberali, che hanno le loro radici nell’antichità classica. Come università cattolica, abbiamo un riferimento anche nella tradizione scolastica medioevale.

Nel suo lavoro, lei è entrato in contatto con varie generazioni di studenti. Quali sono i punti di forza e quelli deboli della generazione attuale?

Gli studenti di oggi hanno a che fare con molte più cose che gli studenti delle precedenti generazioni e ci sono molte più voci che si contendono la loro adesione. Questo mette maggiormente alla prova gli studenti, ma rende anche più gradevoli i loro successi. A questo proposito vorrei sottolineare due punti. Il primo è che agli studenti oggi è richiesto, già dai primi anni, di lasciare fuori dalla porta dell’aula le loro convinzioni religiose. Ho accennato alle difficoltà poste a Newman dall’Illuminismo e anche noi continuiamo a soffrire gli effetti dell’esclusione della fede dalla scuola. La Catholic University of America ha la fortuna di essere un luogo dove gli studenti respingono questa biforcazione tra fede e sapere. Ma essi sono una minoranza all’interno del mondo delle università. Gli studenti che vogliono condurre la propria ricerca del sapere alla luce della fede devono affrontare una difficile impresa; ugualmente gli studenti che desiderano vivere virtuosamente. La vita in università rischia di scoraggiare dal seguire le buone abitudini, quali moderazione e prudenza. I media influenzano i giovani fin dalla prima età e molto spesso non suggeriscono modelli o stili di vita corretti. Questo è il mio secondo punto. Gli studenti che vogliono diventare buoni cittadini, membri della loro Chiesa, genitori, amici e professionisti non sempre trovano un sostegno nelle loro comunità universitarie.




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