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SCUOLA/ Aprea (Pdl): caro Profumo, per assumere i prof il concorso non basta

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Valentina Aprea (InfoPhoto)  Valentina Aprea (InfoPhoto)

La seconda sfida riguarda la docenza, perché è chiaro che se parliamo di eccellenza per gli studenti, non possiamo pensare di accontentarci di avere una docenza sempre più vecchia e burocraticamente assegnata alle scuole. In piena coerenza con la prima sfida, ho sensibilizzato il ministro sul fatto che sono tantissime le criticità che riguardano la docenza italiana e che queste non potranno essere risolte con un semplice concorso per reclutare i giovani: è vero che l’età media dei docenti è altissima e che anche le assunzioni, che pure ci sono state recentemente, non hanno assolutamente prodotto un ricambio generazionale, ma hanno stabilizzato nel migliore dei casi i docenti precari che lavoravano da anni nella scuola.
E dunque, presidente?
Il tutto potrebbe andare ancora bene se non fosse che abbiamo migliaia di giovani insegnanti laureati che non hanno prospettiva se non cambia il sistema e il metodo di reclutamento. Ho spiegato nei particolari al ministro i limiti anche di una politica che voglia incentrarsi esclusivamente su una modalità concorsuale, pur riservata ai giovani, e ho rilanciato la discussione sull’approvazione del Pdl 953.
Il progetto di reclutamento che porta il suo nome.
Sì. Ho comunicato al ministro che c’è la volontà di tutta la Commissione di riprendere i lavori di quella legge per far sì che nel nostro Paese si giunga a un nuovo sistema di reclutamento: perché possiamo anche arrivare a fare concorsi più moderni e prevalentemente didattici, ma alla fine resterà sempre l’assegnazione burocratica degli insegnanti alle scuole, e questo non potrà mai produrre qualità, cambiamento e autonomia nelle scuole. Abbiamo allora rilanciato la nostra proposta, e ora che il regolamento sulla formazione è stato completato, intendiamo mettere questa proposta sul tavolo per introdurre il nuovo reclutamento in sede referente. Basterebbe questo a cambiare in pochi anni il sistema scolastico più di qualsiasi altra riforma della scuola.

(Claudio Perlini)



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COMMENTI
13/01/2012 - grazie Labella (CARLA VITES)

Sinceramente condivido questa esplosione di stupore di Labella: sarebbe bello non fare sempre e solo del basso populismo: cosa vuol dire valorizzare l'eccellenza? Sappiamo benissimo tutti che non ci sono Steve Jobs da scovare nascosti sotto i banchi delle nostre scuole: ci sono e basta. deve solo cambiare il metodo con il quale l'opportunità dell'istruzione sia veramente un'opportunità e non un'occasione che il più dei nostri giovani non può cogliere. Per motivi a latere del fatto di avere libero accesso ad un'istituzione scolastica ma che incidono profondamente su di essa. Prendiamo solo come esempio la difficoltà di appropriarsi della lingua italiana per tutti i figli degli extracomunitari che frequentano le nostre scuole: se la lingua non è condivisa, come mettere a frutto i contenuti che essa veicola? E se un insegnante non può bocciare perché alle elementari si rischia una denuncia come si può pensare che un oggettivo ritardo della maturazione e dell'apprendimento, una volta giunti alle Medie non diventino una pesantissima spada di Damocle, senza via d'uscita?

 
13/01/2012 - Quando si dice la modestia.... (Franco Labella)

Spettacolare la chiusa dell'intervista: "Basterebbe questo a cambiare in pochi anni il sistema scolastico più di qualsiasi altra riforma della scuola". E non ce ne siamo accorti finora... avevamo pure noi uno Steve Jobs in gonnella e non l'abbiamo valorizzata finora. Solo che viene spontanea una domanda: ma se il pdl Aprea è la manna, com'è che manco i suoi colleghi se ne erano accorti? Veramente viene la depressione ancor di più...