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SCUOLA/ Il rebus di Profumo: meglio un concorso oggi o il nulla domani?

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Profumo ha parlato esplicitamente di “due canali, uno più grande che attinge alle graduatorie, un altro più piccolo che fa riferimento ai nuovi concorsi”. Il rischio connesso a questa impostazione è quello di scontentare tutti: i precari delle Gae che vorrebbero il 100 per 100, gli abilitati non inseriti nella Gae che vorrebbero entrarci e soprattutto i giovani laureati non abilitati, già in ansia per la ritardata partenza dei TFA, che vedrebbero ridursi il numero di posti di ruolo in palio (e sempre ammesso che i corsi per i TFA si concludano in tempo utile per consentire agli interessati di partecipare al concorso).

Altre incognite gravano sui futuri concorsi, la cui necessità e urgenza non può far dimenticare la rilevanza di una serie di problemi che possono condizionare pesantemente il successo dell’operazione, a partire dalla questione di chi potrà parteciparvi: solo i già abilitati o anche i neoabilitati dei TFA (o abilitandi, se ammessi alle prove con riserva)? Oppure, soprattutto con l’obiettivo di guadagnare tempo, tutti i laureati, vincolando i vincitori a frequentare (con successo) il TFA nel primo anno scolastico successivo alla pubblicazione della graduatoria? In tal caso servirebbero prove di preselezione, dato il prevedibile elevato numero di candidati? Chi le gestirebbe, e a che livello (nazionale, regionale, altro)? I concorsi sarebbero banditi per tutte le graduatorie, o si partirebbe con quelli dove le Gae sono già esaurite o in via di esaurimento? In questo caso, supponendo una dimensione regionale o provinciale (o di reti di scuole), chi sarebbe ammesso a parteciparvi?

Altre questioni aperte riguardano le Commissioni esaminatrici, dai criteri di scelta degli esaminatori alla definizione di un set nazionale di regole alle quali i commissari dovrebbero attenersi, alla loro (auspicabile) formazione all’esercizio di questa delicata funzione. E infine, dato che comunque il numero dei vincitori dei concorsi e quello degli immessi in ruolo provenienti dalle Gae sarebbero certi - in quanto corrisponderebbero al fabbisogno globale delle scuole - con quale criterio i singoli insegnanti sarebbero assegnati alle singole scuole? Con quello tradizionale che vede gli insegnanti scegliere e le scuole recepire passivamente tali scelte, o con quello, assai più coerente con il principio dell’autonomia responsabile delle scuole, che cerca un punto di incontro tra domanda e offerta, ferma restando la copertura finale di tutti i posti disponibili?



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COMMENTI
12/01/2012 - UNA MINESTRA RISCALDATA MALE (Gianni MEREGHETTI)

E' una minestra riscaldata e per lo più male questa del ripristino delle graduatorie e per lo più di doppio tipo con l'aggiunta dell'ipotesi di un concorso non si sa per quali posti. Anche il ministro Profumo non sa far altro che ragionare in termini statalisti, lui stesso succube del pensiero dominante dentro l'intellighentia della scuola e che vede nello stato il soggetto che unico sa erogare posti di lavoro in modo giusto. Il ministro Profumo dovrebbe avere solo un'accortezza, quella di guardare il disastro che le graduatorie hanno creato dentro la scuola, l'idea di aprire una graduatoria per i giovani è folle, invece di venir loro incontro finirà con l'allontanarli da questo stupendo lavoro! Il ministro Profumo dovrebbe prendersi il coraggio di una proposta veramente innovativa, vada avanti pure con le graduatorie, ma poi introduca in via sperimentale per le scuole che lo vogliano la possibilità di chiamare i docenti. Faccia questo e farà del bene alla scuola, continui a cavalcare graduatorie e concorsi non farà altro che affossare le ultime energie che il mondo della scuola porta ancora con sè.

 
12/01/2012 - che "inenarrabile casino" (Ioesco) (daniele ferrari)

Non credo esista una soluzione che accontenti tutti. Non credo esista una ricetta pianificabile a tavolino per la scuola italiana. Forse si tratta di andare a vedere dove e come le scuole funzionino e imparare da lì. Credo però che una soluzione che permetta una transazione da questo (ingessatissimo) sistema a uno più "liberalizzato" debba essere trovata, e mi sembra che la più attuabile sia separare l'abilitazione dal ruolo, e favorire (ma chissà in chissà quale modo) la possibilità che siano le scuole a scegliere i docenti. Osservazione a latere: quando si parla della condizione dei docenti molti (e a ragione) sottolineano l'inadeguatezza degli stipendi. Mi permetto di aggiungere che ciò che sento come mancanza più grave è il sostanziale disinteresse del mondo della scuola circa i risultati dello studio di ciascun docente: nella scuola italiana l'attività di un docente è sostanzialmente considerata solo dal punto di vista BUROCRATICO, mentre non sono previsti tempi da dedicare (e magari valutare?) alla ricerca e alla pubbicazione. Pensate se ogni tre anni un insegnante fosse costretto a sei mesi-un anno di studio sabbatico con pubblicazione? Chi ci guadagnerebbe di più?

 
12/01/2012 - A MORTE I CONCORSI (Piergiacomo Sibiano)

Per quanto mi riguarda è una PESSIMA notizia. Abolire i concorsi e dare autonomia - di reclutamento compresa - alle scuole! Liberalizzazioni? Quella della scuola è la più urgente!

 
12/01/2012 - Lo spessore degli enunciati (enrico maranzana)

“Premiare chi risulta maggiormente competitivo per la crescita qualitativa del sistema scuola” è un‘affermazione su cui è opportuno soffermarsi in quanto “Bisogna sgomberare il campo da dubbi e chiarire le idee”. PREMIARE: si premia chi approssima significativamente gli obiettivi che, nel sistema scuola, sono enunciati come categoria, indeterminati nella pratica. COMPETITIVITA’ tra insegnanti? Cosa succederebbe in famiglia se genitori e figli fossero in reciproca competizione? COMPETITIVITA’ tra scuole? Constatato che nei POF non c’è traccia di progettualità ne discende che il fondamento della concorrenza non può che riguardare il senso d’appartenenza o il grado di gradimento. QUALITA’ è stata introdotta in tutte le scuole e, sistematicamente snaturata [su questo giornale il 7/3/2010]. SISTEMA SCUOLA – ci sono scuole la cui gestione è unitaria, finalizzata, governata, coordinata, sinergica, con retroazione?