BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Il rebus di Profumo: meglio un concorso oggi o il nulla domani?

Pubblicazione:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Questo non significa, naturalmente, sottovalutare le tante e giustificate critiche che da varie parti si muovono alle tradizionali procedure concorsuali, e che sono riemerse anche in occasione delle prove scritte dei due concorsi in atto: il carattere generico dei temi assegnati, l’eccessiva durata delle prove scritte che favorisce un approccio espositivo enciclopedico-narrativo, l’assenza di criteri valutativi oggettivi e condivisi all’interno e tra le diverse commissioni tali da ridurre al minimo la discrezionalità nell’assegnazione dei voti, la mancanza di un percorso di formazione e selezione dei membri delle commissioni.

Per molte di queste critiche, che possono apparire fondate, il timore è che il ministro e il Ministero solo in modesta misura siano in grado di accoglierle e di porvi rimedio a breve termine, cioè con una ricaduta effettiva sui concorsi in atto e su quello annunciato. A questo punto però se l’alternativa è tra fare i concorsi nelle condizioni date (il che non significa che non si possa immaginare qualcosa per migliorarle) oppure non farli - in particolare il concorso a cattedre - la preferenza è nettamente in favore della prima opzione: la validità delle relative graduatorie dovrebbe essere non superiore a tre anni, trascorsi i quali decadrebbero inderogabilmente. Si potrebbe utilizzare il triennio per riorganizzare il sistema di formazione iniziale e reclutamento.

Bisogna insomma sgomberare il campo da dubbi e chiarire le idee. Non è il blocco del concorso la soluzione. Serve consapevolezza a tutti i livelli e in tutte le sedi di cosa significhi premiare chi risulta maggiormente competitivo per la crescita qualitativa del sistema scuola. Serve un salto di qualità, serve un recupero della generale capacità di governo della gestione amministrativa del sistema scuola, bisogna cambiare rotta su alcune questioni. Servono mattoni e pietre, non solo belle parole. Per ridare energia al sistema scolastico c’è bisogno di un progetto politico che sappia conciliare l’obiettivo della qualificazione della spesa, con l’esigenza di fare accedere all’insegnamento i soggetti più motivati e qualificati, di stabilizzare il personale docente, di realizzare un cambiamento di funzioni dell’amministrazione e dei comportamenti dei dirigenti.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
12/01/2012 - UNA MINESTRA RISCALDATA MALE (Gianni MEREGHETTI)

E' una minestra riscaldata e per lo più male questa del ripristino delle graduatorie e per lo più di doppio tipo con l'aggiunta dell'ipotesi di un concorso non si sa per quali posti. Anche il ministro Profumo non sa far altro che ragionare in termini statalisti, lui stesso succube del pensiero dominante dentro l'intellighentia della scuola e che vede nello stato il soggetto che unico sa erogare posti di lavoro in modo giusto. Il ministro Profumo dovrebbe avere solo un'accortezza, quella di guardare il disastro che le graduatorie hanno creato dentro la scuola, l'idea di aprire una graduatoria per i giovani è folle, invece di venir loro incontro finirà con l'allontanarli da questo stupendo lavoro! Il ministro Profumo dovrebbe prendersi il coraggio di una proposta veramente innovativa, vada avanti pure con le graduatorie, ma poi introduca in via sperimentale per le scuole che lo vogliano la possibilità di chiamare i docenti. Faccia questo e farà del bene alla scuola, continui a cavalcare graduatorie e concorsi non farà altro che affossare le ultime energie che il mondo della scuola porta ancora con sè.

 
12/01/2012 - che "inenarrabile casino" (Ioesco) (daniele ferrari)

Non credo esista una soluzione che accontenti tutti. Non credo esista una ricetta pianificabile a tavolino per la scuola italiana. Forse si tratta di andare a vedere dove e come le scuole funzionino e imparare da lì. Credo però che una soluzione che permetta una transazione da questo (ingessatissimo) sistema a uno più "liberalizzato" debba essere trovata, e mi sembra che la più attuabile sia separare l'abilitazione dal ruolo, e favorire (ma chissà in chissà quale modo) la possibilità che siano le scuole a scegliere i docenti. Osservazione a latere: quando si parla della condizione dei docenti molti (e a ragione) sottolineano l'inadeguatezza degli stipendi. Mi permetto di aggiungere che ciò che sento come mancanza più grave è il sostanziale disinteresse del mondo della scuola circa i risultati dello studio di ciascun docente: nella scuola italiana l'attività di un docente è sostanzialmente considerata solo dal punto di vista BUROCRATICO, mentre non sono previsti tempi da dedicare (e magari valutare?) alla ricerca e alla pubbicazione. Pensate se ogni tre anni un insegnante fosse costretto a sei mesi-un anno di studio sabbatico con pubblicazione? Chi ci guadagnerebbe di più?

 
12/01/2012 - A MORTE I CONCORSI (Piergiacomo Sibiano)

Per quanto mi riguarda è una PESSIMA notizia. Abolire i concorsi e dare autonomia - di reclutamento compresa - alle scuole! Liberalizzazioni? Quella della scuola è la più urgente!

 
12/01/2012 - Lo spessore degli enunciati (enrico maranzana)

“Premiare chi risulta maggiormente competitivo per la crescita qualitativa del sistema scuola” è un‘affermazione su cui è opportuno soffermarsi in quanto “Bisogna sgomberare il campo da dubbi e chiarire le idee”. PREMIARE: si premia chi approssima significativamente gli obiettivi che, nel sistema scuola, sono enunciati come categoria, indeterminati nella pratica. COMPETITIVITA’ tra insegnanti? Cosa succederebbe in famiglia se genitori e figli fossero in reciproca competizione? COMPETITIVITA’ tra scuole? Constatato che nei POF non c’è traccia di progettualità ne discende che il fondamento della concorrenza non può che riguardare il senso d’appartenenza o il grado di gradimento. QUALITA’ è stata introdotta in tutte le scuole e, sistematicamente snaturata [su questo giornale il 7/3/2010]. SISTEMA SCUOLA – ci sono scuole la cui gestione è unitaria, finalizzata, governata, coordinata, sinergica, con retroazione?