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SCUOLA/ Puglisi (Pd): le priorità? Vera autonomia e lotta alla dispersione

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Docenti precari (InfoPhoto)  Docenti precari (InfoPhoto)

Noi crediamo che la riforma dell'Autonomia scolastica, avvenuta dieci anni fa, sia rimasta come un titolo scritto sulla sabbia, perché oggi le scuole autonome non possono contare su adeguate risorse umane e finanziarie. Per prima cosa è importante, sempre per innalzare la qualità del sistema scolastico, puntare a una autonomia responsabile delle scuole e permettere quelle riforme che possono sancire un forte legame tra scuola e territorio, quindi tra autonomie scolastiche e autonomie territoriali.
In che modo queste proposte possono aiutare a combattere il grave fenomeno della dispersione scolastica nel Meridione?
Noi del centrosinistra avevamo già alzato l’obbligo di istruzione a 16 anni, mentre il governo precedente, con l’apprendistato a 15 anni, lo ha di fatto riabbassato riportandoci ai livelli di Cipro, Grecia e Portogallo. Se si decide di investire risorse nel Mezzogiorno, come questo governo sta facendo con il Piano per il Sud, per combattere la dispersione scolastica è importante aprire le porte delle scuole già in tenera età: asili nido e scuole dell’infanzia servono moltissimo nel Mezzogiorno del Paese, perché tutte le ricerche dimostrano che il successo formativo scolastico migliora solo se si inizia precocemente ad andare a scuola. Le vere emergenze del Mezzogiorno nella scuola sono il settore 0-6 anni - perché pochissimi bambini riescono a vedere una scuola prima dell’età di 5 anni - e la mancanza quasi totale di scuole a tempo pieno, che attualmente sono solo il 3%. Più che in progetti, occorre investire nella possibilità reale di aiutare ciascun ragazzo a trovare la strada per la propria vita. Formazione professionale compresa.

(Claudio Perlini)



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