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SCUOLA/ 2. La strana "rivoluzione" dei prof che viene da Trento

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Veduta di Trento (immagine d'archivio)  Veduta di Trento (immagine d'archivio)

Nel 2009 la Provincia Autonoma di Trento (PAT) ha emanato i “Piani di studio provinciali per il primo ciclo d’istruzione”. Il testo contiene chiari riferimenti ai documenti emanati dall’Unione europea. La prima parte definisce il quadro di riferimento e i profili di competenza da garantire al termine della quinta classe di scuola primaria e al termine della terza classe di scuola secondaria di primo grado. La seconda parte è costituita dalle Linee guida per la definizione del curriculum di ogni disciplina. Il significato attribuito ai termini “conoscenze”, “abilità” e “competenze” si riferisce alle definizioni contenute nell’EQF (Quadro europeo delle qualifiche).

A partire da settembre 2009 si sono avviate azioni di ricerca, che hanno coinvolto reti di scuole, singoli istituti e gruppi di area disciplinare e che avevano, inizialmente, come finalità la definizione dei Piani di studio d’istituto (L.P. del 7 agosto 2006). Il 17 giugno 2010 la PAT ha emanato il Regolamento stralcio per la definizione dei Piani di studio provinciali per il primo ciclo di istruzione. Ogni istituto nel proprio Piano di studi d’istituto deve inserire, tra tutto ciò che caratterizza l’offerta formativa, il curriculum di ogni disciplina, declinato in termini di conoscenze e abilità per lo sviluppo delle competenze previste dal Regolamento, considerando il primo ciclo d’istruzione organizzato in quattro bienni e le discipline raggruppate in cinque aree di apprendimento.

Come docenti distaccate presso l’Iprase (Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa), abbiamo accompagnato la maggior parte dei gruppi di ricerca e abbiamo assunto i principi e i modelli suggeriti dai documenti provinciali, da quelli europei e nazionali, dai framework delle Indagini Ocse-Pisa e Invalsi, dalla letteratura scientifica relativa alle singole discipline. Tra i principi su cui si basano il Regolamento e le Linee guida, abbiamo ritenuto fondamentali per i percorsi di ricerca quelli d’integrazione del concetto di competenza in un impianto formativo organizzato per discipline, di raggruppamento delle discipline in aree di apprendimento, di suddivisione in bienni dell’intero primo ciclo. Partire dalle discipline per arrivare alle competenze chiave di cittadinanza, e dalle abilità e conoscenze per arrivare alle competenze, ha consentito di interrogarsi su come le didattiche delle discipline possano evolvere per sviluppare competenze chiave e su come sviluppare la consapevolezza, l’autonomia e la responsabilità con cui la persona competente utilizza abilità e conoscenze per trovare strategie di risoluzione di problemi complessi, nelle varie situazioni di vita, riuscendo anche a giustificare le scelte adottate.



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