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SCUOLA/ Serianni: salvare l’italiano da sms e pc? La scuola può farlo

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«Ma il fine resta uno. Quello di avviare la riflessione critica, al quale tutti gli altri soggiacciono. Un tablet, in tal senso, non è escluso che possa agevolare». Bisogna capire se è un fine che la scuola è in grado di perseguire. «In realtà, non può dirsi del tutto adeguata: i mezzi di cui ci si avvale per l’insegnamento dell’italiano, come le grammatiche, sono in parte obsoleti e inefficaci e vissuti come tali dai ragazzi». Per Serianni, le elementari sono il settore in cui si dovrebbe intervenire di meno. «Ma dalla secondaria in poi occorrerebbe favorire un contatto, ad esempio, con gli scritti di divulgazione. C’è una vasta scelta tra testi o periodici che si rivolgono ad un pubblico piuttosto ampio sui quali si potrebbero fare degli esercizi di comprensione».



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COMMENTI
18/01/2012 - Le parole sono tenere cose (Gianni MEREGHETTI)

"Le parole sono tenere cose, intrattabili e vive, ma fatte per l’uomo e non l’uomo per loro". E' Cesare Pavese a dirlo con la forza poetica che lo contraddistingue; e queste affermazioni oggi sono più che mai vere, oggi che la parola è bistrattata, impoverita, indebolita. Urge ridare alla parola la sua forza comunicativa, la sua energia tale da scavare dentro l'esperienza e rilevarne tutta la bellezza. La strada è una sola, è l'impegno con la vita, è da lì, dall'esperienza che si può tornare a dare alle parole tutto il valore che meritano. Sms e pc sono di certo utili, ma c'è qualcosa di più del loro linguaggio informativo, è l'umano che vuole intendere la sua vibrazione, con la tenerezza e la commozione che lo caratterizza. La parola è il ponte verso la ricchezza di cui è costituita l'umanità di ogni persona, e tanto più è ricca questa esperienza tanto più curata e approfondita è la parola. C'è da ripartire dall'esperienza, è questa la strada per battere le riduzioni del linguaggio a informazione con l'impoverimento che ne è conseguito, c'è da far emergere la vita, l'attaccamento appassionato alla realtà, che si arricchisca la parola sarà la conseguenza che ci sorprenderà.