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SCUOLA/ Colombo (Agesc): caro Berlinguer, la scuola senza famiglia non esiste

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Maria Grazia Colombo, presidente di Agesc (Imagoeconomica)  Maria Grazia Colombo, presidente di Agesc (Imagoeconomica)

Torna allora impetuosa la domanda: ma di chi è la scuola? Il genitore si sente a “casa” quando entra nella scuola, non per fare o dire quello che vuole ma per respirare un’aria di sana complicità con i docenti nei riguardi dei ragazzi. Adulti educatori quindi in posizione di ricerca continua e di lavoro personale, dentro un’amicizia operativa, che creano alleanze educative semplici ma vere, nei consigli di classe, tra famiglie e famiglie, tra docenti e docenti. Scuola quindi aperta alla realtà, una realtà che provoca l’intelligenza e il desiderio.



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COMMENTI
19/01/2012 - Genitori nella nebbia (enrico maranzana)

Se si auspica una “Scuola quindi aperta alla realtà, una realtà che provoca l’intelligenza e il desiderio” è necessario indicare la via per la relativa realizzazione. “Non è questione di un modello educativo astratto“, nemmeno di una generica “sfida educativa che interroga fortemente le coscienze più sensibili e responsabili”. Perché si afferma che “Voler educare e non solo istruire non è scontato, ma è una SCELTA” invece di gridare che si tratta dell’oggetto del mandato che i professionisti della scuola hanno ricevuto? In “Coraggio! Organizziamo le scuole!”, visibile in rete, si chiarisce quale sia la rilevanza della componente genitori nell’ideazione, nell’organizzazione e nel controllo del servizio scolastico. Per passare dal sogno alla realtà è necessario che il presidente del consiglio di istituto non sfugga alle sue responsabilità, non sia più satellite della dirigenza ma, studiate le regole che governano il sistema educativo, di istruzione e formazione, ne prenda in mano il timone.