BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ 1. Quanto peserebbe un nuovo fallimento dell’autonomia?

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Urge che le singole unità scolastiche godano di autentica e concreta autonomia. Quell’autonomia a garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale, che si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione, istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguata ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti. L’autonomia è un valore di per sé, e quindi va riconosciuta ed attuata sino alle sue conseguenze più importanti per la vita della scuola e per l’efficacia dello stesso sistema formativo nazionale – compresa la libertà e la decisionalità sull’assunzione degli insegnanti, la verifica delle sperimentazioni, il rispetto della libertà di educazione, di insegnamento e di apprendimento dei singoli e dei gruppi... –; oppure essa si trasformerà, come di fatto si sta trasformando, in una nuova amara delusione. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
21/01/2012 - Come sottrarsi alle proprie responsabilità (enrico maranzana)

Il richiamo al testo della legge per definire la sostanza dell’autonomia (progettazione) non trova alcun riscontro nello scritto, che si sviluppa nella genericità, infarcito di slogan. La confusione terminologica e concettuale deve essere superata: a tal fine rimando a “La scuola rivedrà le stelle?” visibile in rete. Come ho avuto modo di segnalare alla presidente Agesc il 19/1 la componente genitori ha una rilevanza strategica nella gestione della scuola ma, per la loro impreparazione e superficialità, non ha mai fatto sentire la sua voce per indirizzare, gestire e controllare il servizio scolastico. Pertanto la richiesta di “riconoscere la responsabilità dei genitori e delle famiglie” altro non è che un modo di intorpidire le acque e di fomentare il malcontento.

RISPOSTA:

Gli attori del processo educativo sono tre: la persona da educare e istruire, l'educatore, l'ambiente. L'educazione diviene la mediazione tra interessi e volontà diverse, individuali e sociali, che partono dalla famiglia e si incontrano con l'ambiente esterno, chiamato a collaborare sussidiariamente all'opera educativa della famiglia stessa. La scuola diviene quindi la conseguenza di queste azioni educative: se nessun genitore può pensare di soddisfare da solo tutte le esigenze formative dei propri figli, nessuna scuola può sostituirsi totalmente all'opera educativa dei genitori. E' in questo quadro che si colloca il ruolo - implicito o da esplicitare - della famiglia nei confronti della scuola. Da qui la corresponsabilità educativa che significa: riconoscere che l'educazione dei giovani non compete esclusivamente o separatamente alla sede scolastica o a quella familiare, ma ad entrambe, in reciproco concorso di responsabilità e impegni; esaltare la scelta scolastica operata dai genitori, che non si riduce alla delega totale alla scuola ma implica una necessaria condivisione della responsabilità educativa raggiungibile attraverso l'elaborazione e il confronto sui percorsi formativi; porre al centro dell'azione educativa l'unitarietà del soggetto in crescita, che si relaziona al tempo stesso con i genitori e con la scuola. I genitori possono essere superficiali, ma quanti sono gli insegnanti impreparati. In educazione non c'è delega, tanto meno nella scuola d'oggi. GT