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SCUOLA/ 2. Verso un "curriculum trentino": il caso della matematica

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Rileggendo il curriculum di matematica delle diverse reti di scuole, emergono ricorrenze che consentono, a posteriori, di definire un “curriculum trentino”. Si considera la scuola primaria come il luogo della costruzione di concetti attraverso attività ludiche e laboratoriali, con utilizzo del linguaggio naturale, che appartiene ai bambini, ma che, nel corso dei cinque anni, deve iniziare ad arricchirsi gradualmente di terminologia specifica. La scuola secondaria di primo grado è il luogo dove avviare processi di formalizzazione, di generalizzazione, di astrazione. Le quattro competenze per la matematica, definite nel Regolamento Provinciale, si riferiscono a quattro nuclei fondanti: numero; spazio e figure; misura, dati e previsioni; porsi e risolvere problemi. Per la parte di curriculum da dedicare all’aritmetica e all’algebra, si è ritenuto importante sottolineare la necessità di attribuire un minor peso al calcolo scritto fine a se stesso, sia come tempo da dedicarvi sia in ambito di valutazione, dando più rilievo alla costruzione, sin dai primi anni di scuola, di abilità di calcolo mentale, con utilizzo delle proprietà delle operazioni. Non si disdegna, invece, l’uso degli strumenti di calcolo: calcolatrici, tavole numeriche, fogli elettronici, quando l’obiettivo non è verificare le abilità di calcolo, ma le scelte strategiche adottate per risolvere problemi.

Altro aspetto da favorire è la stima dell’ordine di grandezza dei risultati. Non è invece necessario dedicare molto tempo all’operare con monomi e polinomi attraverso tecnicismi, che poi, di fatto, saranno meglio compresi nell’ordine di scuola superiore. La riflessione sulla geometria ha impegnato molto i docenti, soprattutto in riferimento al terzo biennio. Si ritiene fondamentale affrontare lo studio della geometria in situazione laboratoriale, attraverso la manipolazione di oggetti, la rappresentazione grafica, l’utilizzo di software di geometria, dedicando più attenzione alla parte relativa a traslazioni, rotazioni, simmetrie, omotetie, per scoprire quali caratteristiche delle figure variano e quali restano invariate in seguito alle trasformazioni.

Altro aspetto importante da favorire è la visualizzazione spaziale degli oggetti attraverso l’abitudine a rappresentarli nella mente oltre che attraverso il disegno e la costruzione manuale. Maggiore attenzione va dedicata all’insegnamento della statistica, il cui apprendimento è fondamentale per l’interpretazione critica delle informazioni, sempre di più veicolate attraverso l’uso di grafici. L’intero lavoro ha evidenziato come il confine tra matematica, scienze e tecnologia non sia così netto e come il loro raggruppamento in una stessa area di apprendimento sia una risorsa per favorire l’integrazione dei saperi.

 

(2 – continua)

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